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11 settembre, una data simbolica?

L’11 settembre 2001, come tutti sanno, il popolo degli Stati Uniti subì un attacco terroristico. Il termine è corretto: terroristico, in quanto l’obiettivo era quello di terrorizzare gli abitanti degli USA e non solo. Si voleva far sapere a tutti che nessuno era esente da possibilità di attacchi terroristici. Tutti potevamo esserne vittima. Non sta a me qui analizzare chi ha compiuto l’attentato e chi era il mandante. Qui voglio solamente analizzare la data ed il suo significato. Vi ricordate che il mainstream all’epoca ci propose diverse teorie, tutte alquanto fantasiose per identificare la data dell’11 settembre come una data simbolica per l’Islam e di conseguenza per i terroristi di Al-Qeida, immediatamente indicati come i responsabili degli attentati.

In realtà i giornalisti si arrampicavano sugli specchi e nulla trovavano di serio. Perché? Innanzi tutto perché l’11 settembre non esiste nel mondo arabo-islamico, se non i riflesso per i rapporti commerciali con il mondo occidentale. In quanto il mondo arabo-islamico utilizza il calendario lunare e non il calendario solare. E quindi non vi è una corrispondenza certa ogni anno fra due date, l’una del calendario occidentale e l’altra del calendario islamico.

Sappiamo che ogni civiltà ha sempre adottato un calendario che doveva anche servire per meglio rappresentare sé stessa. Ad esempio Roma contava gli anni “ab Urbe condita”, ossia dalla fondazione dell’Urbe, città per antonomasia: Roma. Quindi il calendario romano aveva il suo inizio con il 21 aprile del 753 aC (secondo il nostro calendario). Il giorno in cui Romolo tracciò il solco entro il quale venne fondata Roma (in realtà l’unificazione di tre comunità/villaggi: uno di Latini, uno di Sabini ed uno di Etruschi). Ebbene la storia per Roma partiva dalla nascita della città e si divideva fra pima e dopo la sua fondazione. Per l’occidente fu invece Costantino che con la creazione del Cristianesimo così come lo conosciamo, impose un nuovo calendario imponendo la discriminante dall’anno della nascita di Gesù. Ma per i motivi più diversi l’anno zero non venne conteggiato, la data di nascita di Gesù non era proprio quella ma ormai nel medioevo l’utilizzo si era consolidato, poi con la preminenza dell’occidente nel 1800/1900 fra avanzamento tecnologico ed epoca coloniale, il calendario constantiniano, si impose nel mondo. Ma non nel mondo islamico. Perché il mondo Islamico conta gli anni dall’Egra, ossia dalla fuga di Maometto dalla Mecca, trovando rifugio a Medina. Da dove iniziò l’epopea Islamica. Si tratta del settembre del 622 dC. Il lettore disattento potrebbe dire: bene, per ottenere una data del calendario Islamico basta togliere 622 anni al nostro anno di calendario. Purtroppo non è così.

Il calendario lunare è alquanto complesso poiché i messi sono conteggiati sui cicli lunari che sono di 28 o 29 giorni, non completi, ossia con delle ore di avanzo. Quindi mediamente un nostro anno ha circa 12 mesi lunari e una parte di mese lunare. Ma il calendario lunare è di 12 mesi, quindi l’anno islamico è più corto del nostro anno. Non solo. Il medesimo mese quest’anno potrebbe avere 28 giorni mente l’anno scorso ne aveva 29. Un pasticcio? No. Questione di abitudine. Inoltre quando i giorni avanzati per far corrispondere l’anno lunare con l’anno solare ecco aggiungere all’anno lunare un mese supplementare. Per (quasi) pareggiare il conto. Quindi nell’Islam avremo degli anni con 12 mesi e alcuni anni con 13 mesi. Questa metodologia di calcolo non è solamente tipica del mondo islamico ma anche del mondo ebraico.

Un tempo, sino a pochi anni fa, erano gli Imam ed i Rabbini che all’inizio del nuovo anno appendevano in Moschea ed in Sinagoga il calendario per l’anno a venire. Oggi vi sono applicazioni accessibili a tutti che permettono la conversione istantanea fra i vari calendari.

Appurato che l’11 settembre non esiste per i Musulmani, come non esiste per gli Ebrei, tramite la conversione dei calendari vediamo cosa è successo di interessante l’11 settembre nel mondo islamico.

Intanto vediamo che martedì 11 settembre 2001 corrisponde al 22 Jumâda Ath-Thânî 1422. E di conseguenza gettiamo nel cestino della carta tutte le dotte ipotesi avanzate circa 20 anni fa sulla simbologia del numero 11 per gli islamici, in quanto per loro era il 22 e non l’11.

Andando a spulciare i libri di storia islamici scopriamo un solo evento importante accaduto il 22 Jumâda Ath-Thânî. Nell’anno 22 morì Abu Bakr Abdullah ibn Uthman, ossia il Califfo Abu Bakr. Per noi la data corrisponde al 23 agosto del 634, e come vedete vi sono settimane di differenza con l’11 settembre. In base a quanto abbiamo visto prima. Ma chi era il Califfo Abu Bakr e perché è importante? Era un fedele compagno di Maometto sin dalla prima ora, la figlia Aisha sposò il Profeta e quindi oltre che amico ne divenne il suocero. Lo accompagnò durante l’Egira e combatté al suo fianco contro gli infedeli. Nel 632 Maometto morì e Abu Bakr divenne il capo dell’Islam, assumendo per primo il titolo di Califfo. Domò le rivolte interne e contro l’Impero Bizantino, contro i Sasanidi e conquistò la Persia. Per i Mussulmani Abu Bakr è il migliore uomo della storia dopo il Profeta Maometto. Saggio, giusto e coraggioso ed essendo stato il confidente di Maometto era per forza un prediletto di Allah.

Fin qui tutto bene, allora che problema c’è? Si tratta di una ricorrenza importante ma non tragica. Eppure c’é un problema.

Secondo la maggioranza degli Sciiti (per intenderci i Mussulmani iraniani, in parte irakeni etc) Abu Bakr era un impostore in quanto la carica di Califfo spettava ad ʿAlī ibn Abī Ṭālib. Questi era cugino d Maometto e suo genero avendo sposato sua figlia Fatima. E secondo la tradizione araba la successione sarebbe toccata a lui in quanto parente più prossimo. In effetti fu lui a lavare il cadavere di Maometto e presiedere alla sua sepoltura, sotto il pavimento della sua camera da letto, secondo la tradizione. Ma proprio per questi suoi impegni non poté partecipare all’incontro dei più fedeli seguaci di Maometto, cosicché fu eletto successore Abu Bakr, spalleggiato dal terzo grande fra i seguaci di Maometto: Umar (o Omar). Non andiamo oltre, questo fatto fu alla base di rivolte sanguinose ed alla frattura fra Sunniti e Sciiti. Frattura che permane ancora oggi.

Quindi nulla di preoccupante in questa data? In realtà un problema teologico c’é. Secondo i primi teologi islamici Abu Bakr era destinato ad essere il creatore di uno dei 10 paradisi promessi. Inoltre, secondo Umar ibn Khattab, se fosse possibile pesare la sua fede, questa peserebbe di più di tutta la fede di tutti gli altri uomini messa assieme. Qual’é il problema? Che Abu Bakr morì di malattia dopo solo due anni di Califfato e quindi non fece in tempo a creare il decimo paradiso, che doveva essere qui in terra.

Ora, mai fu trovata una valida teoria per identificare l’11 settembre come data simbolica per l’Islam. Però possiamo ritenere che se mai vi fu una data simbolica, questa fu il medesimo giorno ma con il nome di 22 Jumâda Ath-Thânî di 1410 anni lunari dopo la sua morte. Vedendo questa data come l’inizio della sconfitta del “serpente americano” e quindi la riscossa del modo islamico e finalmente la creazione del decimo paradiso, in terra.

Tutto ciò prendendo in considerazione che siano stati i terroristi di Al-Qaeda a compiere l’atto terroristico.

Abu Bakr con il Corano, in una stampa popolare

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  1. 11 settembre ed Islam? Più che altro è un chiaro riferimento massonico, dal momento che è considerato da loro un giorno adatto ad “iniziare l’opera” (effetti benefici della stella Sirio?), una qualsivoglia opera! Tanto è che vi sono stati molteplici 11 settembre, in particolare nella Storia Italiana.

    11 settembre 1860 – Italia – Il Generale Manfredo Fanti (https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Castelfidardo#cite_ref-2) entra (invade) nel territorio dello stato pontificio per contrastare i Mille di Garibaldi (massone) che minacciosamente punta su Roma!

    11 settembre 1870 – Italia – Dieci anni dopo il Generale Raffaele Cadorna, da Terni, emana “l’Editto ai Romani” (http://digitale.bnc.roma.sbn.it/publicisticmaterial/bncr_f_cec_rc6_22_5/bncr_f_cec_rc6_22_5_001) e il Generale Nino Bixio entra nel territorio dello Stato Pontificio (https://it.wikipedia.org/wiki/Presa_di_Roma); di lì a 9 (numero casuale?) giorni ci sarà, niente po po di meno ché, quel che passerà alla storia come la Breccia di Porta Pia!

    11 settembre 1941 – USA – Posa della prima pietra del Pentagono (https://it.wikipedia.org/wiki/Pentagono_(edificio)#cite_ref-Pentagono_1-0). Con personaggi in gonnellino massonico, cazzuola, compasso e squadra come per altri edifici di Washington? Orbene, l’11 settembre 2001 cerano le celebrazioni del sessantenario.

    11 settembre 1973 – Cile – Colpo di stato di Augusto Pinochet (https://it.wikipedia.org/wiki/Colpo_di_Stato_in_Cile_del_1973)

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