in , ,

LoveLove

INTERVISTE IMPOSSIBILI

DAL COSMICO AL COSMETICO

Qual è la natura dell’essenza femminile?
Ho voluto indagare il mondo femminile, che è anche il mio, attraverso una serie di interviste impossibili; impossibili perché le protagoniste sono donne che, pur non appartenendo più al nostro tempo, la loro grandiosità si è estesa fino ai giorni nostri.

UNO, NESSUNO, CENTOMILA! I MOLTI VOLTI DEL FEMMINILE

Ho intitolato questa serie di incontri “Dal cosmico al cosmetico” perché si definisce cosmo un ordine di leggi strutturate in un equilibrio di frattaliche dimensioni; esso si manifesta attraverso l’armonia di forme e colori, attraverso la bellezza e nell’arte di produrla e mantenerla, cioè in ciò che noi oggi chiamiamo cosmetica.
Il viaggio nell’essenza femminile è un cammino verso la bellezza che dall’estetica esteriore penetra nell’anima fino ad abbracciare lo spirito immortale.

Lei,
oscura e avvolgente come una notte estiva,
densa di promesse inviolate e celate insidie
Lei,
argentea come falce di luna
che morbidamente spande perlati lumi,
accarezza stemperando contorni
che si uniscono
e nell’abbraccio si fondono
nel brumoso chiarore indistinto;
forse……
medesima falce di luna,
metallico arco di Diana
teso nel buio che sta per scoccare;
invitante tagliola per chi s’avventura?

INTERVISTATRICE:
Buona sera a tutti, benvenuti. Sono veramente lieta e onorata di poter fare io gli onori di casa in questa serie di incontri davvero speciali, serate dedica alla donna ma non solo, all’ideale del femminile come principio, all’archetipo potremmo dire, per utilizzare un linguaggio più preciso di stampo junghiano, insomma al Femminile con la “F” maiuscola.
Un appuntamenti speciali dicevo perché si avvale di ospiti eccellenti ed eccezionali data la loro impossibile partecipazione, ospiti inaspettati e destabilizzanti.
Sono personaggi di primissimo piano, generalmente inaccessibili per la loro appartenenza dimensionale aliena al nostro sistema spazio-temporale ma che in questi incontri, per una serie di particolari coincidenze, sono giunti fino a noi.
Qualche anticipazione?
Incontreremo Salomé, principessa degli erodiadi, il capitano Giovanna d’Arco e successivamente un personaggio misterioso che non mi è dato ancora di comunicarvi, un ospite che, proprio per l’alta maestà del suo rango, non ne posso garantire la presenza.
Per una ragione di riservatezza e per metterle maggiormente a loro agio andrò ad intervistare i nostri ospiti una alla volta e se occorresse su loro desiderio anche nel loro luogo e tempo di vita. Ma basta chiacchierare… andiamo a begin:
vi presento Sua altezza reale la principessa Salomè degli erodiadi che ha accettato il nostro invito ed ora è qui!

Salomé
Salomé che tiene la testa di Giovanni Battista su un piatto, dipinta in uno stile straordinariamente simbolista, dall’artista francese Jean Benner (1836–1906) verso il 1899.

Entra Salomé vestita in foggia antica, capelli sciolti, ingresso danzante…

INTERVISTATRICE:
Buona sera altezza, siamo molto lieti della sua partecipazione. Vedo che ha portato con se un vassoio, ci ha portato un dolce?

SALOME ‘:
No… È solo la testa del Battista… Non me ne separo mai.

Lo dice in modo distratto mentre cerca un posto dove accomodarsi poi toglie il cuscino dalla sedia lo mette per terra e li si siede. Fa una pausa. Poi si alza, lascia il vassoio vicino al cuscino e gli gira intorno.

Io volevo solo il suo amore e lui invece parlava, parlava fra noi posava parole come macigni e sempre più mi allontanava dalla sua legge che separa e distingue… Il mio sguardo lo avvolgeva carezzevole ma i suoi occhi erano carboni ardenti che su nulla si posavano, per non confondersi, possedevano la lucidità di un coltello che recide e sancisce i limiti del vero dal falso, del sacro dal profano.

Si siede a terra e lo guarda.

Ora sono spenti… Ma perché non hai voluto baciare la mia bocca Jochanaan! La tua testa non ascoltava il tuo cuore, la tua testa era lontana dal cuore, era senza cuore e allora tanto vale staccarla! E zac! Fuori la testa! Tu mi gridavi in faccia la tua verità, la tua morale che per te è principio di giustizia ma… uomo! Il tuo sguardo è inquadrato dal limite perché la vera giustizia è bellezza, armonia, conciliazione degli opposti e non la loro separazione disgiuntiva. Ma tu temi la bellezza ei tuoi occhi sono sfuggenti. Io ho danzato per te Jochanaan, ho danzato per te la danza dei sette veli.

Musica arabeggiante.
Qualche passo di danza intorno all’intervistatrice

Vieni Arianna a Cnosso, nello spiazzo bagnato di luna, ha danzato per Teseo la danza del labirinto… Una danza sensuale, circolare… Così io ho danzato per te. La danza è il linguaggio del corpo, scultura dello spazio, la poesia d’amore del gesto, l’amplesso sublime dell’anima con lo spazio esterno.

INTERVISTATRICE:
Ma… Altezza, mi spieghi, lei per questa danza a chiesto in cambio la testa di Giovanni Battista, il Battista, il grande profeta, colui che ha battezzato Gesù, un santo! La sua testa in cambio di una danza, sia pure molto erotica! Una nefandezza questa, una cattiveria che le è costata 2000 anni di pessima reputazione. Lei, altezza, come giustifica una simile, la sola frustrazione per il rifiuto di Giovanni può spingere ad una tale vendetta?

Piano piano va ad accoccolarsi sulla sedia, come su un trespolo per simulare l’altezza di un trono.

SALOME ‘:
Sì, 2000 anni di storia, una storia che procede su rotaie parallele… Vero o falso, giusto o sbagliato, bello o brutto, buono cattivo… Senza mai venire a capo di nulla… Era meglio quando si guardava attraverso lo sguardo obliquo di Afrodite che coglie ancora l’intero aldilà degli opposti. Ma l’intero sgomenta perché è caos… La sintesi che prelude l’estrema coincidenza, la fusione estrema dell’amore. Lo sai che l’amore e anche detto piccola morte perché è dagli schemi di noi stessi? Già sento i vostri pensieri ronzare nella mia testa. I vostri piccoli pensieri lineari, educati, conservatori di se stessi che garbati distinguono l’amore profano da quello sacramentale fino a quello in odore di santità. Ma quanti di voi sanno cos’è l’amore, l’essenza pura dell’amore? Jochanaan non ha mai amato, ha sostituito all’amore la regola,

INTERVISTATRICE :
Beh altezza però… Se lei l’avesse amato veramente… Non gli avrebbe fatto staccare la testa!

SALOME ‘:
Tanto era già morto separato dal cuore la testa era una pura eccedenza senza vita.è stata la semplice ratificazione di un fatto già avvenuto. È stato piuttosto un atto di coraggio, diciamo così, l’eroico gesto del mio mondo, un mondo che se ne stava andando, di un paradigma in declino… Il tramonto del perlato cosmo lunare, l’equilibrio dinamico che potrei chiamare bellezza, armonia , sinergia di forme e colori rappresi nell’immagine di Afrodite. Tutto ciò poteva tradursi nella parola Kosmos da cui cosmologia ma anche cosmetica perché entrambe rimandano ad un’unica idea. Kosmos però tradotto in latino diventò universum cioè andare verso l’uno, l’intero mondo che gira attorno all’uno, l’io minuscolo e poi maiuscolo che si confonde con Dio. Kosmos è dunque un termine estetico divenuto etico, un ordine opportuno che interiorizzato diventò ordinamento morale, legge. Vidi in Jochanaan la personificazione di un io che si sente Dio, e come tale lo inventa a sua immagine e somiglianza, colui che osò profanare il tempio della Dea Luna rifiutandosi alla donna in nome di una autosufficienza secante e imperativa.

INTERVISTATRICE :
Erode però non la pensava come lei …

SALOME ‘:
Erode era un uomo piccolo preso da cose troppo grandi. Erode è sempre stato affascinato da un mondo grandioso e inebriante, dalla grandezza impositiva dei Cesari, dall’imperatore Tiberio, il più potente sovrano sulla terra, come dall’idea del Cristo, il più potente principe dei cieli, finché lo ritenne tale e lui volle lasciarglielo credere.

INTERVISTATRICE:
Erode però la giustiziata… Ordina l’esecuzione della principessa Salomé. Perché? Perché si è sentito costretto a compiere un’azione controvoglia?

SALOME ‘:
Semplicemente perché si sentiva offeso e pazzo di gelosia per il mio rifiuto, io rifiutando i suoi doni magnifici (metà del regno, gioielli) e qualsiasi altra cosa per questa testa decollata le conferivo un valore eccessivo… Questa testa, secondo lui, doveva valere molto… Troppo…
E poi… Erode ha giustiziato anche Gesù. Era un piccolo uomo, ripeto, forse modello di quei piccoli uomini che vogliono ridurre la donna alla loro dimensione al fine di produrre una umanità tascabile, sempre più misera.

INTERVISTATRICE:
Però, altezza, da un certo punto di vista il Battista non aveva tutti i torti, diciamolo… pazienza la relazione di sua madre con Erode suo cognato, Beautiful ci ha abituati a ben altro e ora siamo tutti svezzati, ma lei altezza, lei, con questo piccolo libidinoso uomo settantenne cosa faceva? Lo istigava, lo provocava con danze lascive, perché lui era disposto a tutto pur di vederla danzare, tutto, anche metà del suo regno… Per guardarla… E basta? Lui si sarebbe limitato a fare un po ‘il guardone o la danza era solo l’antipasto di un incontro diciamo orgiastico con una bambina antesignana Lolita, una vergine fuori dagli schemi?

Si alza e fa un giro. Sguardo accattivante.

SALOME ‘:
Tu corrompi la mia innocenza con il tuo sguardo giudicante e malizioso. L’immoralità che mi attribuisci appartiene al tuo pensiero, alle categorie della tua mente. Il Battista mi desiderava, come tutti gli uomini d’altronde, ma non aveva il coraggio di guardarmi, guardami era come vedere se stesso riflesso in uno specchio e allora… Voi avete un proverbio che rende l’idea “chi disprezza compra”. Mi hai chiamata bambina, una bambina priva di innocenza che sa usare le sue armi di seduzione. Sono stata bambina e ancora un po ‘lo sono, una bambina come tutte le altre bambine del mio tempo… Vendute, consegnate al maschio prematuramente, umiliate, avvilite e poi cariche di ogni peccato, di ogni colpa, segregate.
Questa la condizione della donna nella mia terra, prima e dopo.
Il tuo giudizio su di me, come donna, vergine, bambina dipende dalla tua visione del mondo, filtrata dai postulati della tua mente, dalle tue abitudini di pensiero, assiomi che si autoalimentano e condizionano non solo le tue azioni e scelte ma anche il tuo modo di guardare e quindi il vedere. Questa domanda rivela un modo di cogliere la realtà che appartiene non solo a te ma alla cultura del tuo luogo e del tuo tempo.
Ci sono due modelli a cui è stato dato il nome di ebraismo ed ellenismo. Questi rappresentano le alternative psicologiche dell’unità e della molteplicità. Alla mia epoca l’ebraismo si è trovato ad imporsi sull’ellenismo, cioè il modello preesistente, con una tale irruenza da creare scismi, scontri e devastazioni.
La grossa frattura tra il mio pensiero è quello di Jochanaan ben rappresenta questa differenza.
L’ebraismo poggia sul monoteismo della coscienza egoica, l’Io patriarcale, maschilista, centrato su di un Dio unico, YHWH, fatto ad immagine e somiglianza dell’uomo, assolutista, vendicativo. Una tradizione che cerca di tenere insieme il suo universo tramite sermoni colpevolizzante poggianti sul peccato originale mentre l’ellenismo continua la tradizione dell’immaginazione inconscia, la complessità politeistica che nella vostra civiltà è retaggio della Grecia mentre nella mia poggiava su di un Pantheon locale .
L’aberrante conseguenza e la maledizione di quell’Io maiuscolo accentratore, fu che gli approfondimenti di Persefone, la ricchezza di Plutone, la diversità di Proteo e la naturalità di Pan si fusero in una singola e mostruosa figura, il diavolo: l’antagonista , l’ombra da bandire come principio e principe del male. La prima mossa del diavolo – la cui radice del nome è proprio separare, dividere – è stata quella di separare il bene da ciò che venne definito male e per fare questo inventò un codice morale basato sulla falsa credenza che gli uomini nati da soli essere buoni o cattivi, mentre l’uomo è semplicemente parte della divinità, se è colpevole quindi, è colpevole anche Dio.
L’ombra è il naturale sfondo della luce così come l’inconscio lo è della coscienza. I conflitti tra queste prospettive sono i temi della commedia umana e della tragedia e non c’è nessun luogo dove possiamo metterci aldilà del bene e del male. Per questo non possiamo mai esimerci dal giudizio e soprattutto dal pregiudizio e men che meno eliminarlo.

INTERVISTATRICE:
A proposito di pregiudizi, si dice che tua madre, Erodiade, praticasse le arti magiche? È vero?

SALOMÈ:
Tutti i Cesari le praticavano, anche l’imperatore Tiberio così venerato da Erode ma Erode no. Era troppo stupido e pauroso, temeva il giudizio dei sacerdoti, cercava il loro appoggio. Ma cosa credi, anche i papi la praticavano, come anche la divinazione, l’evocazione degli spiriti dei defunti e delle forze naturali ma non solo, commettevano ogni sorta di nefandezza, compreso l’omicidio… E poi bruciavano sul rogo le streghe nel nome di Dio.

INTERVISTATRICE:
Ma allora anche tu, Salomè, sei una strega? Chi sei veramente?

SALOMÈ:
Appartengo al tempo di Cleopatra e delle grandi regine; la nostra è un’antica tradizione che si perde lontano nei tempi, è una tradizione di linea matriarcale, politeistia, animista…
Ricordo la fortezza montana di Macheronte, il palazzo di Erode il grande, sulle aspre alture dei monti Moabit… La cupa fortezza cresceva sopra una stretta cresta rocciosa a precipizio sopra profondi burroni da cui si poteva scorgere la lucente zona del Mar Morto. Rivedo le sue quattro torri angolari alte più di 50 metri e costruite letteralmente a picco sull’abisso. Lo sguardo si perdeva vertiginosamente in basso. In quel luogo spettacolare crescevano piante magiche. Ricordo ancora una gigantesca ruta nel cortile stesso del castello con le cui radici e frutti si poteva stregare e guarire gli uomini. Ma il punto più malfamato era un luogo a Nord, dove cresceva una radice chiamata bara, rossa fiammante di giorno e fosforescente la notte… Portava la morte a chi la coglieva se non conosceva la forza mentre donava grande potere sugli uomini e sugli spiriti a chi ne esperto era. Rivedo le mie passeggiate notturne sotto la luna, alata perla d’argento, specchio liquidò di Anima. Chi sono mi chiedi? Io sono Salomè, sacerdotessa della Dea Luna dai molti nomi Arianna, Artemide, Ecate, Ishtar, Tanit… Io sono un archetipo e come tale vivo dentro ognuno di voi.

INTERVISTATRICE:
Per concludere un’ultima domanda… Ma la morte di Giovanni Battista, questa morte tanto spettacolare quanto insensata… Perché? Perché una personalità così complessa, eccentrica nella propria singolarità volle incidere nell’etere del tempo un ricordo tanto macabro e assurdo?

SALOMÈ:
Fu il sacrificio dell’eroe morto. Il Battista fu un eroe ucciso per fondare la Polis animica collettiva. L’eroe che fonda la città, o meglio, la città che inventa l’eroe come focus collettivo convergente verso una sua rappresentazione: l’anima comunitaria riassunta in una personificazione individuale. La città è l’esibizione tangibile dell’anima comunitaria, ciò significa che noi stessi entrando nella folla, che è il significato della parola Polis, da poli che significa appunto molti. L’eroe è l’interiorizzazione idealizzata della comunità, per questo l’eroe era semper morto, perché interiorizzato e vivo solo come immagine della comunità.

INTERVISTATRICE:
Mi pare una pratica barbara e incivile. Dunque una immolazione sacrificale all’anima collettiva. Una superstizione lontana dalla nostra cultura.

SALOMÈ:
Attenzione! Non lo direi troppo forte a meno che tu non intenda sopprimere 2000 anni di cristianesimo… Tutto il cristianesimo si fonda sul sacrificio del Cristo, una morte non meno cruenta ed atroce.

INTERVISTATRICE:
Non posso aggiungere altro. Sono rimasta senza parole… Il tempo è finito. È stato un incontro piacevole ma diciamo, destabilizzante. La ringrazio a nome di tutta la platea per la sua cortese partecipazione. I miei ossequi.

MUSICA
Salomè accenna ad un inchino ed esce.

 

Acquario di Kevin MacLeod
Link: https://incompetech.filmmusic.io/song/5738-aquarium
Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/
Ibn Al-Noor di Kevin MacLeod
Link: https: // incompetech.filmmusic.io/song/3896-ibn-al-noor
Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

What do you think?

Written by Eleonora Fani

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Loading…

0

UK UFO ‘Hub’ Revealed in Declassified MoD Files

Artemis Accords Are a First Step to a Space NATO & Future Star Fleet