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Anche i potenti piangono

Macron - Merkel
Macron - Merkel

La più grande company statunitense di raccolta informazioni politiche, la Politico LLC, aggiorna, fra le altre informazioni, l’andamento politico tramite sondaggi. Tutte le nazioni dell’EU vengono monitorate più Gran Bretagna e Svizzera. Poiché vengono raccolti tutti i sondaggi ufficiali (per l’Italia quelli raccolti dal sito ministeriale degli Interni) i sondaggi accomodanti per l’una forza politica o l’altra, vengono smussati dalla presenza di più sondaggi che presentano una situazione più vicina alla realtà. Naturalmente non vi è la certezza della situazione elettorale prevista, ma una tendenza sicuramente sì.

Vediamo in questo articolo come stanno andando, elettoralmente, le cose ai due grandi burattinai della politica europea: Macron e Merkel.

Per Macron ne nubi sulla sua presidenza si sono già addensate da tempo. Prima i Gilet Gialli poi il tornado del virus cinese e la Francia è in ginocchio. Il sondaggio sull’approvazione o meno del suo operato è impietoso. Al 17 dicembre (ultimo rilevamento) solamente il 39% dei transalpini approva l’azione di Macron e del suo Governo, mentre ben il 59% la disapprova. Inoltre in Francia vengono già svolti i sondaggi per le elezioni presidenziali del 2022. Certamente siamo lontani dalla campagna elettorale ma delle indicazioni ne possiamo già ottenere. Macron è dato al 26% e Marine LePen al 25%. Bairon dei Repubblicani (CDX) al 14% e Mélenchon dei comunisti di LFI al 11%. I Socialisti, che hanno governato alternativamente ai Repubblicani/Gollisti per un secolo sono al lumicino: il loro candidato Faure è dato al 5% superato persino da Jadot dei Verdi con l’8%. Poiché in Francia l’elezione del Presidente pretende la maggioranza assoluta degli elettori, in una simile situazione si andrebbe al ballottaggio Macron vs LePen. La volta scorsa si è vista la granparte dell’elettorato di sinistra (Radical-liberali/Socialisti/Verdi/e 3 o 4 gruppi comunisti o socialisti radicali) votare Macron per non vedere la LePen all’Eliseo. Mentre parte dei Repubblicani-Gollisti non si recò alle urne. Quindi Macron fu trionfalmente eletto. Ma molta acqua è passata nella Senna, Macron ha dimostrato di non essere uno statista, il suo governo ha preso decisioni ampliamente impopolari ed ora la gestione non brillante del virus cinese. Che rischio corre Macron al momento? Che gli elettori di sinistra se ne stiano a casa mentre tutti i repubblicani-gollisti e i 2 o 3 partitini conservatori si rechino a vorate la LePen, più in odio a Macron che per apprezzamento nei confronti della candidata nazionalista.

Pertanto il nostro ex managing director della Banca d’Affari Rotschild &Co non dorme sonni tranquilli. Vediamo ora com’é la situazione a Berlino.

La Merkel è alle prese con una situazione economica certamente non molto migliore di quella francese. Ma ha anche altri problemi che sono tipici della Germania. Quelle nazioni che vengono indicate come il “cortile di casa” tedesco, ossia Polonia, Cechia, Austria, Slovacchia, Slovenia e Croazia, che assorbono praticamente solo produzione germanica, sono in crisi e quindi acquistano meno. E se loro acquistano meno, la Germania produce meno e di conseguenza guadagna meno. Poi vi è la questione Italia, che oltre ad essere un ottimo mercato per la produzione tedesca, è anche la più grande fornitrice di componentistica. Ma si tratta di tutte industrie medi e medio-piccole, che oggi vivono con l’ansia di sapere che la prossima primavera sanno ancora attive o meno. Si prevede un piano di acquisizioni di queste imprese da parte delle industri clienti tedesche in quanto non possono correre il rischio di perdere il fornitore, per di più fornitori che producono componentistica di qualità, nemmeno lontanamente paragonabile a quella cinese. E gli standard di qualità tedeschi non potrebbero accettarli. Poi vi è la questione banche, che sono super-indebitate, ma mamma-EU troverà certamente una soluzione facendo pagare il conto a tutti gli stati dell’unione.

Ma vediamo la situazione politica. In Germania, ormai da tempo, vi è la Große Koalition (Grande Coalizione) ossia un governo fra gli avversari storici: CDU/CSU (moderati-centristi) e SPD (Socialdemocratici). Attualmente regge anche se le elezioni nei vari Land (stati-regione) continuano a segnare l’avanzata dei Gruene (Verdi) ai danni della Linle (sinistra post comunista) e della SPD e l’avanzata dei nazionalisti di AFD ai danni di CDU/CSU. Gli ultimi sondaggi nazionali danno il partito della Merkel (CDU/CSU) ancora al 38% ma questo buon dato durerà fintanto che reggerà il “sistema tedesco” dei ristori alle perdite economiche delle aziende, dei commercianti, dei ristoratori, dei liberi professionisti. Dato che crollerebbe al primo accenno di difficoltà. Sappiamo tutti che i tedeschi devono vivere in una situazione di sicurezza, al primo alito di ansia vanno in panico. L’SPD è ormai ridotta a serbatoio di voti storici, quelli della classe operaia non più in giovane età. Ormai almeno metà dei suoi elettori si sono rivolti ai Verdi. Abbiamo l’SPD al 16%, un dato che non aveva dai tempi di Bismark e non è una battuta, mentre i verdi veleggiano al 18%. Pur non sapendo quanto siano voti affezionati al partito. La Linke (sinistra) mantiene un 8% che è in linea con la sua performance degli ultimi anni. I centristi liberali di FDP sono dati al 7% ma si sa dal dopoguerra che se la CDU dovesse rischiare di perdere le elezioni almeno il 5% si riverserebbe in soccorso della Merkel. Infine vi sono i nazionalisti di AFD che i sondaggi danno al 10%. Nonostante nelle ultime tornate elettorali regionali hanno sempre raggiunto almeno il 15% dei suffragi e molto di più nell’ex-DDR (Germania orientale)… pertanto sorge il dubbio che i sondaggi, come da noi, siano un po’ addomesticati. Aumentando il supporto alla Merkel e levandolo a chi critica l’EU.

Non dovremo aspettare a lungo per vedere i veri valori dei partiti in Germania, e quindi la solidità della Merkel. Il 14 marzo 2021 si voterà nel Land del Baden-Wuerttemberg. Si tratta del Land al confine con la Francia, che dal dopoguerra ha sempre votato CDU. Ma già nel 2016 i verdi (molto moderati quelli locali) sono divenuti la prima forza locale, seguiti dalla CDU. Entrambi i partiti sono dati in crescita del 3% ai danni degli altri partiti. Ma le elezioni sono ancora lontane ed i sondaggi locali poco affidabili. Vedremo.

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