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Ci faranno rimpiangere la Merkel?

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Si è svolto il congresso della CDU (Cristiane Deutsche Union) in Germania, ossia il partito della Merkel. Come sappiamo il partito è su posizioni moderate-popolari-centriste. E’ stato eletto il nuovo presidente del partito: Armin Laschet al posto della dimissionaria Annegret Kramp-Kerrenbauer.

Chi è il nuovo presidente? E cosa cambierà per la Germania e per noi italiani?

Armin Laschet è attualmente il Governatore del Land Nord-Reno-Westfalia, uno dei land più popolosi ed industriali di Germania. Fu parlamentare a Berlino ed Europarlamentare. Il congresso della CDU prevede 1001 delegati, Lanschet ha ottenuto 521 voti favorevoli, 466 sono andati all’altro candidato Friderich Merz oltre a 4 astenuti e 10 assenti al voto. La presidenza del partito prevede l’automatica candidatura a Cancelliere in caso di vittoria elettorale alle Elezioni Federali. Che si svolgeranno il 21 settembre 2021. Curiosamente in Germania, come in tutte le altre nazioni si vota anche con la pandemia di Covid, solo in Italia è tabù. Ma non distraiamoci e vediamo come il nostro Laschet è giunto sul trono della CDU.

Alcuni anni fa un astro nascente della politica tedesca: Ursula von del Leyen. La Merkel, ovviamente, si preoccupò. Se pur è vero che in Germania non si studia Macchiavelli, è vero che lo applicano con accuratezza e precisione. Che fece la Merkel. La convinse a presentarsi alle elezioni europee e quindi la fece diventare prima leader degli europarlamentari tedeschi e quindi Presidente della Commissione Europea. Se l’Unione Europea fosse una federazione e la commissione il suo governo, la von der Leyen sarebbe il Premier Europeo. Ma siccome l’EU è uno stato di cartapesta esistente solo nella fantasia degli eurocrati, ecco che la Merkel si era levata di torno la possibile-probabile concorrente alla segreteria della CDU e di conseguenza candidata alla Cancelleria.

Purtroppo la vita è dura, e parrebbe che la Merkel abbia raggiunto un momento di difficoltà vuoi per età che per malattia. Ed ecco che l’anno scorso ha ceduto lo scettro di presidente della CDU alla Kramp-Kerrenbauer, personalità insignificante e quindi una sua marionetta. Ecco che è arrivata l’ora della transizione. Ed i candidati si sono confrontati e la gerarchia del partito ha eletto Laschert.

Vediamo ora chi è questo, per noi, oscuro politico germanico e quali problemi dovrà affrontare. Partiamo da quest’ultimo problema. La Germania ha innanzitutto un gravissimo problema con le banche fortemente indebitate, e per tale argomento fare riferimento a Sandro Semprefidelis, che su queste pagine illustra brillantemente la situazione economica. Poi vi è il problema della pandemia inerente al virus cinese. Problema che rallenta enormemente l’economia. Poi abbiamo i problemi politici. Innanzitutto le elezioni del Land dell Baden-Wurttemberg il 14 marzo. Gli ultimi sondaggi danno la CDU al 31% contro il 30,3% delle elezioni del 2016. Al secondo posto vi sono i Gruenen (Verdi) al 30% contro il 27% delle score elezioni. Patito in grande crescita in quanto sta svuotando i socialdemocratici. I partiti seguenti sono sostanzialmente stabili: AfD (patrioti), SPD (socialdemocratici), FDP (liberali) Linke (Sinistra). Se i risultati saranno vicini a quanto previsto dai sondaggi significa un governo di coalizione CDU e Gruene. Difficilmente sarà possibile un governo di coalizione CDU-SPD-FDP. Questo perché i socialdemocratici ormai mal sopportano la sudditanza alla CDU. Ma i verdi svevi (la Svevia è il nome storico del land del Baden-Wurttemberg) saranno ragionevoli come negli ultimi anni o vorranno imporre una politica ultra-green tipo auto elettriche obbligatorie, zero emissioni etc. Siccome non si vede una diversa maggioranza all’orizzonte significa avvicinarsi ad un periodo di stallo e crisi politica.

Come accennato poi a settembre vi saranno le elezioni federali. Attualmente i sondaggi indicano la CDU al 36%, i Gruene al 19%, la SPD al 15%, AfD al 10%, Linke all’8% e ai liberali dell’FPD al 6%. Anche a livello federale non è chiaro quale sarà il futuro politico. Se si otterranno questi risultati sarà possibile un governo CDU-G-FDP oppure CDU-SPD. Si tratta di governi pastrocchio difficili da gestire. Con politici con idee differenti se non contrarie. In effetti la Merkel ha difficoltà a mantenere in piedi la coalizione attuale (CDU-SPD).

Come si comporterà il nostro Laschet a settembre. Non lo possiamo sapere, ma è già chiaro che, come vedremo di seguito, non contatterà nemmeno i patrioti di AfD ed avrà difficoltà a collaborare con i liberali del FPD. Il suo sguardo si volgerà essenzialmente all’SPD ed ai Guenen. Però la SPD sta soffrendo troppo in questo periodo in quanto la classe operaia che, teoricamente, dovrebbero difendere, è la più colpita da questo periodo. Cassa integrazione, licenziamenti, limitazioni della libertà. Quindi vi è il pericolo che la SPD tenti di svincolarsi dalla morsa della CDU e di riposizionarsi all’opposizione. Quindi non rimane che una possibilità: un governo con i Verdi e nel caso con l’appoggio dei Liberali.

Il nostro Laschet sarà disposto a guidare una coalizione che si preannuncia litigiosa già solamente a formularne il nome? Vediamo la sua storia.

Armin Laschet, classe 1961, ha studiato da avvocato ma ha sempre praticato il giornalismo, come fonte di guadagno per fare politica. Abbiamo già detto che è stato politico locale, parlamentare, europarlamentare ed ora governatore di uno dei principali land di Germania. Dai politologi tedeschi è inquadrato come: “liberale” ossia un moderato di centro. Nel passato le sue posizioni pro-immigrati gli avvalsero il soprannome di “Armin il turco”. Il che ci da una indicazione interessante.

Vediamo la differenza fra Laschet e la Merkel. La Merkel è protestante, figlia di un pastore luterano, con quella mentalità est-tedesca di rigore che tanto ha fatto penare l’Italia e non solo in questi anni. Invece Laschet è cattolico, con tutti e quattro i nonni di origine belga, come è di origine belga la famiglia della moglie. Nella zona di Aachen (Aquisgrana) vi è una forte componente di immigrazione belga come nel Limburgo olandese e belga, confinante, vi è una forte minoranza tedesca. Il nostro Laschet fu amministratore delegato di una casa editrice cattolica, Einhard-Verlag, di proprietà del suocero, e tutta la sua storia è legata a doppio filo ad organizzazioni cattoliche. Ancora oggi è presente nel consiglio di amministrazione di 18organizzazioni riconducibili al mondo cattolico o pacifista.

Ma ciò che più ci interessa sono le sue prese di posizione politiche: nel periodo del massacro della Grecia gridò all’allarme in quanto scoprì che la Russia era disposta a mandare forti investimenti per salvare la nazione con cui divide storia e religione (Grecia e Russia sono cristiano-ortodosse). Nel 2011 scrisse pubblicamente a George Soros chiedendo un impegno per più Europa per difenderla dagli attacchi nei “nazionalisti”. E’ un grande amico del premier Macron, al punto che era accanto a lui il 14 luglio 2020 per la manifestazione della ricorrenza della presa della Bastiglia. I politologi tedeschi lo identificano come “feroce difensore” delle politiche migratorie. Si oppose alla legge che intendeva vietare l’uso del Burka alle donne islamiche definendo la questione come “dibattito fasullo”. Ma da buon cattolico si oppone al matrimonio a persone del medesimo sesso.

Al 99% Laschet sarà il successore della Merkel alla Cancelleria tedesca. La paura che ci attanaglia è che in breve ci faccia rimpiangere la Merkel stessa.

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