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ENKI come NUDIMMUD la saggezza e l’arte della costruzione

Il Dio Enki

Le parole per saggezza, namkuzu e nemequ, nella letteratura religiosa, sono sovente associate a Marduk e a suo padre il dio Enki, (Ea in accadico). Queste due termini non descrivono un’abilità specifica ma, per estensione, ricomprendono tutte le abilità e le conoscenze necessarie al “vivere in maniera civile”; una più generale nozione di conoscenza e saggezza.
Nella tradizione della Mesopotamia, il dio Enki, nel suo ruolo di portatore delle arti di civiltà per la razza umana, era il dio della saggezza per eccellenza.
Nella letteratura sumera Enki è il detentore dei ME dei “poteri divini”, conoscenze alle quali le stesse divinità possono avere accesso solo grazie alla sua intercessione. In questi testi (es. Lode alla Zappa) il dio Enki viene identificato anche con il nome di Nudimmud.
Tra i vari mestieri posti sotto la protezione del dio Nudimmud vi era anche quello della costruzione. Nella letteratura mesopotamica la costruzione degli edifici e le tecniche connesse ad essa, era ricompresa tra le attività svolte ad imitazione, con il beneficio e sotto la tutela della saggezza della divinità. Diversi sono i casi riscontrabili nella letteratura Assira e Medio Assira. Una preghiera di Esarhaddon, ad esempio, mette bene in luce questo fatto, riportando quanto segue:
“Oh voi creatori di dei e dee, costruite la struttura con le vostre stesse mani, [-]. Qualunque cosa sia nei vostri cuori, lasciate che sia fatta [-]. Gli abili artefici che hai chiamato per svolgere questo incarico, – come Ea, il loro creatore, concedi loro più elevata saggezza, in modo che la loro forza e abilità [-] attraverso la maestria di Ninigikug (un altro nome di Enki) [-]”.
Ed ancora, sempre Esarhaddon, in un testo che relativo alla costruzione di Ninive, inizia con una dichiarazione che recita: “Sovrano che sin da giovane ha temuto la parola di Ašur, Šamaš, Bēl e Nabū, e che riveriva la loro forza. Con la grande comprensione e abilità globale che il principe Nudimmud, l’apkallu degli dei, mi hanno dato…[-]”.Vari sono quindi gli elementi che collegano l’arte della costruzione alla figura del dio Enki (Ea). Assurbanipal II nella famosa Stele del banchetto dichiara: “con l’astuzia che il dio Ea, re dell’Abzu, ampiamente saggio, mi ha dato, la città di Kalach io ho preso in mano per rinnovarla… ho fondato lì un palazzo”.
In una descrizione delle celebrazioni svolte per la realizzazione del palazzo, l’edificio viene definito come “il palazzo pieno di saggezza”.
Si noti come anche nell’Epica di Tukulti-Ninurta viene riportato: Ea [abbandonò] Eridu, la casa della saggezza. Ed ancora, quando Tiglat-Pileser III costruisce un “palazzo di cedro”, lo fa “con la saggezza e la vasta abilità, che il principe Nudimmud, il saggio di gli dei, mi avevano dato [-]”.

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Written by Victor Nunzi

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