in

ESSERI ACQUATICI, TERRIBILI E MALVAGI

Guarda il video ESSERI ACQUATICI TERRIBILI E MALVAGI sul canale youtube Il Tetano della Quinta Razza

____________________________________________

Oggi partiamo dalla cultura sumerica e babilonese, spingendoci se è possibile in tempi ancora più antichi. Ere lontanissime riferite dalla tradizione induista, quando la presenza dell’uomo terrestre sul nostro pianeta doveva ancora manifestarsi. In questo contesto vi riferirò quindi delle informazioni che rappresentano la “matrice” della conoscenza divulgata (perlomeno a me nota) e spetterà a voi, se incuriositi, verificarle e approfondire gli argomenti.

Abbiamo già accennato ad Oannes-Dagon che lo storico babilonese Berosso descrive come un essere anfibio metà uomo e metà pesce, squamoso e provvisto di due teste, che emerse dal mare Eritreo per infondere la conoscenza agli uomini. E’ bene notare che nella lingua sumerica e babilonese la parola Drakon è interpretata come sinonimo di squamoso, significato che poi si è declinato nelle innumerevoli immagini di “draghi” malvagi o benevoli, nelle tradizioni di tutto il mondo. Negli annali occulti così come pure nella tradizione induista, si fa riferimento ai cosiddetti “draghi di saggezza”, esseri che portarono la conoscenza all’uomo e che forse non sono poi cosi dissimili dal mitico Oannes-Dagon.

Questa vicenda è similmente trascritta in altre cronache, per esempio i Cinesi, (ossia gli antichi turaniani che per inciso, secondo la dottrina teosofica , assieme ai semiti rappresentano le due razze più antiche che attualmente abitano il pianeta), dicevo, che i cinesi sostengono che la loro civiltà fu fondata da un essere anfibio di nome Fu-Si,* che prese per moglie la sorella. La coppia riparò il cielo infranto dopo il Diluvio. Essi donarono agli uomini le scienza e istituirono la monarchia divina; sono raffigurati con la coda intrecciata mentre si servono di una squadra e di un compasso, in quanto divini architetti. Fra i due è raffigurato un bambino, anch’egli con la coda di pesce, ma già separata in due arti, per indicare l’evoluzione fisica successiva. Anche l’ Imperatore Yü, il primo esponente della I dinastia, nacque dal ventre di suo padre Gun, come gli anfibi, e nella tradizione cinese troviamo diversi altri esseri anfibi responsabili della civilizzazione del paese.

Ma torniamo a Berosso e ad Oannes-Dagon babilonese…

Nei pochi frammenti giunti fino ai nostri giorni del caldeo Berosso, riportati nel volume dell’abate Banier del 1805, si afferma:

– “Oannes avea lasciati alcuni Scritti sulle Origini, nei quali insegnava esservi stato un tempo in cui tutte le cose| se erano involte fra le tenebre e le acque, e che quest’ acque e queste tenebre racchiudevano animali mostruosi : Uomini con due ali ed altri con quattro e con due teste in un medesimo corpo , una d’uomo, l’altra di donna , e coi due sessi; che vedevansene alcuni con gambe , e corna di capra ; che altri aveano la parte anteriore,o la posteriore di Cavallo come gli Ippocentauri*; che altri nascevano con la testa d’ Uomo ed il corpo di toro ; che i cani avevano quattro code e la parte di dietro a guisa di pesce . Fatalmente, che tutti gli Animali eran di mostruosa ed irregolar figura, come si vedevan rappresentati nel Tempio di Belo.”-

*[Plinio assicura averne veduto uno a Roma, ma imbalsamato. S Girolamo scrive , che andando a ritrovare il primo Eremita S. paolo , ne aveva incontrato uno nella Tebaide.]

(“La Mitologia e le Favole spiegate colla Storia”, Tomo I -Parte II- Volume II, Ab. Banier, Stamperia Pergeriana, Napoli, 1805.)

______________________________________

Queste affermazioni di Oannes riferite dal Berosso, proiettano ancora più indietro nel tempo, l’esistenza di creature mostruose che possono essere giudicate “il capriccio della creazione”, il primo tentativo fallito di generare creature intelligenti. Questo fatto si rivela per noi di estremo interesse e trova una precisa conferma, ancora una volta, nei registri del tempo rivelati all’Occidente per la prima volta dalla ormai nota Helena Petrovna Blavatsky. L’ultima voluminosa opera intitolata “Dottrina segreta” (di cui raccomando la lettura) può essere considerata un vastissimo commentario a pochi versetti del misterioso Libro di Dzyan, che la Blavatsky potè consultare in un ignoto monastero tibetano (forse a Lhasa) e che riuscì in parte a memorizzare per divulgarne il contenuto. In questo immenso e pesante “libro dei libri” si afferma sia contenuta tutta la conoscenza tramandata in relazione alla genesi cosmica e umana.

Per quanto riguarda gli autori di tali rivelazioni, nella “dottrina segreta” a questo proposito sono menzionati due personaggi, Narada e Asuramaya, astronomi antidiluviani descritti piuttosto dettagliatamente nel misticismo orientale, anche se i fatti narrati sono collocati in una parentesi di tempo talmente ampia (da 100.000 a un 1.000.000 di anni fa) da proiettare le vicende nella leggenda. Senza dilungarmi troppo in un tema che rischia di diventare ancora più complesso e articolato, qui vi dirò che nella “II Stanza” / cioè versetto dell’opera, si fa accenno appunto a questa “genesi fallita” che popolò la Terra di mostri.

Dopo 30 crore (cioè 300 milioni di anni, poiché una crora corrisponde a dieci milioni di anni) dagli ultimi sconvolgimenti terrestri descritti, nacquero gli “esseri acquatici terribili e malvagi”. Nulla di più viene aggiunto nella descrizione del versetto, ma la scelta accurata degli aggettivi apre un vastissimo campo di speculazione, in quanto “terribili” che può essere riferito alla straordinarietà e forza di queste creature e “malvagi” che implica la capacità di discernimento propria dell’intelletto di questi esseri.

In questo brodo primordiale terrestre sguazzavano altri orribili e portentosi “mostri”.

Il Libro di Dzyan dà quindi conferma delle fonti di Berosso e Oannes-Dagon, ma questo fatto trova ulteriore testimonianza. La tradizione indù descrive, ai tempi della Creazione primordiale, una coppia di esseri chiamati Nara e Kinnara che esprimono il “capriccio” della genesi imperfetta: i Nara erano uomini con estremità di cavallo, mentre i Kinnara erano degli uomini con la testa di cavallo. Allo stesso modo, in queste metamorfosi ibride, abbiamo il dio Visnu che appare nella sua prima incarnazione sotto forma di uomo-pesce (Matsya), che nel mito purānico salva Vaivasvata Manu (il Noè indiano) dal Diluvio Universale

Il controverso vescovo di Costantino, noto come Eusebio di Cesarea, ebbe il merito di divulgare il “Libro Sacro” del sacerdote egiziano Manetone, vissuto in epoca tolemaica o forse addietro, nel quale si narra di leggendarie creature:

– “Questi erano certi altri mostri dei quali una parte si autogenerava ed erano forniti di forme produttrici di vita; e questi mostri avrebbero generato uomini con doppie ali, poi altri con quattro ali e due teste e un corpo e due teste, donne e uomini, e due nature una maschile e una femminile; inoltre anche altri uomini con gambe da capre e corna sulla testa; e altri uomini con piedi di cavallo; e altri ancora che hanno forma di cavallo nella parte posteriore e quella di uomo nella parte anteriore, i quali hanno forma di ippocentauri. Avrebbero anche generato tori, con la testa di essere umano, e cani con quattro corpi le cui code, sporgendosi all’infuori, si piegano all’indietro sulla parte posteriore al modo delle code dei pesci; anche cavalli con testa di cane; e uomini, così come anche altri mostri, con teste di cavallo e corpi da essere umano e con code che terminano al modo dei pesci; e poi ancora un miscuglio a forma di drago e d’altro genere e di tutti i tipi; e pesci e rettili e serpenti e una quantità di esseri incredibili, esseri meravigliosi dai tratti molteplici e diversi tra di loro, le cui immagini essi conservano rappresentate presso il tempio di Belos cosi come negli altri.”-

Raffigurazione di Oannes – Dagon mesopotamico.

Scavando nel passato, oltre i già antichi tempi visitati da Oannes, affiorano le ombre di creature portentose che oggi sono il substrato del mito. Dobbiamo affrontate gli uomini acquatici terribili e malvagi i primi rappresentanti di una genesi abortita.

Nell’opera cabalistica Idra Suta, inclusa nello Zohar, è trattato il tema del fallimento nella creazione, e queste genesi abortite sono spiegate nel seguente modo:

– “Esistevano antichi mondi che sono stati distrutti, mondi senza forma che sono stati chiamati scintille, perché è così che il fabbro, battendo il ferro, fa sprizzare le scintille in ogni dove. (…) “-

Nella Cosmogonia caldea, l’abisso marino è il luogo ove risiedono esseri orrendi, è il brodo primordiale nel quale la natura mescola e combina gli elementi generando mostri, dove entità proto-umane hanno parimenti caratteristiche animali estratte dai tre differenti regni. Il repertorio di creature alate, squamose, anfibie o terrestri, produce un pantheon di esseri portentosi, ma affatto divini, destinati alla distruzione da parte degli dei, che “punirono” la Terra per questa prima genesi deforme e intollerabile.

Anche le Stanze di Dzyan che citano questi umanoidi acquatici, apparsi presumibilmente 150 milioni di anni fa, afferma che essi furono il prodotto della sola Natura fisica, vale a dire, che il processo di creazione non fu assistito e favorito dalle creature divine, le quali non parteciparono della loro sostanza, non infusero a questa specie nessuna delle loro caratteristiche. Questi uomini degli abissi furono il prodotto esclusivo dell’impulso evolutivo e forse il culmine e il fine di tutta l’evoluzione animale della Terra fino a quel punto; tuttavia da parte degli esseri divini furono giudicati un fallimento, e questi diedero loro battaglia, annientandoli.

Così la Terra fu essiccata, ripulita dalle creature imperfette che essa tento di generare da sola.

La seconda genesi è dunque quella che stiamo vivendo, “riuscita” con il contributo degli esseri divini anche chiamati i Dyani. Sulle molte ipotesi circa la reale esistenza e la natura di questi esseri vi saluto e vi lascio alle vostre conclusioni.

Alla prossima.

What do you think?

40 points
Upvote Downvote

Written by Paolo Dolzan

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Loading…

0

Cristianesimo nel Corno d’Africa.

L’ABOMINEVOLE DIO MOLOCH