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Gli Elohim di Marie-Louise von Franz

M.L. von Franz e C.G. Jung
La famosa psichiatra con il suo maestro Jung

Marie-Luoise von Franz nasce a Monaco di Baviera nel 1915 e muore Zurigo nel 1998. Fu una famosa psicoanalista, già allieva e collaboratrice del grande Carl-Gustav Jung fra il 1933 ed il 1961. E’ stata una delle maggiori rappresentanti della psicologia analitica classica. Ha scritto opere fondamentali sulle favole, sogni e alchimia. Scrittrice prolifica pubblicò oltre venti saggi.

Nel 1980 pubblicò il saggio “Alchemy. An introduction to the Symbolysm and the Psycology“, pubblicato in italiano nel 1984 con il titolo “Alchimia“. Testo molto interessante per chi vuole approfondire la conoscenza dell’Alchimia. Certamente da un punto di vista particolare, ma certamente molto interessante. E sicuramente di grande spessore intellettuale.

Il campo di interesse e di scrittura in merito all’Alchimia, di cui von Franz analizzò dal punto di vista psicologico junghiano, portò la M.L. von Franz ad approfondire testi antichi. Ha curato, tradotto e commentato “Aurora Consurgens, attribuito a Tommaso d’Aquino, in cui si approfondisce il problema degli opposti in alchimia“. Successivamente ha commentato il manoscritto alchemico arabo di Muhammad Ibn Umail Hal ar-Rumuz: “Risolvere i simboli“. Da cui la von Franz desume che per gli alchimisti, l’ «immaginatio vera» era un approccio importante alla materia. Desumendo che per molti aspetti fosse assimilabile all’immaginazione attiva descritta da C.G. Jung. Marie-Louise von Franz tenne una conferenza nel 1969 sull’immaginazione attiva e l’alchimia e ne scrisse anche in “Man and His Symbols“, ove descrive che l’immaginazione attiva può essere descritta come un sogno cosciente. In “Man and His Symbols” scrisse: “L’immaginazione attiva è una metodologia di meditazione in maniera immaginativa, grazie alla quale si può deliberatamente entrare in contatto con l’inconscio e stabilire una connessione cosciente con i fenomeni psichici”.  

In questo articolo voglio riportarvi un breve paragrafo tratto dal capito “Le aquile con l’arco“, del saggio “Alchimia”, ove la von Franz sta disquisendo sugli archetipi religiosi. Scrive: “Prendiamo ad esempio il politeismo. In molti sistemi religiosi politeisti esiste l’idea segreta che tutti gli Dèi sono aspetti di un unico Dio. Anche i Greci lo sapevano: la filosofia stoica sostiene che in realtà c’è un solo Dio e che le numerose divinità del pantheon sono soltanto le sue diverse forme (espressioni, direi io – NdA). Nel politeismo greco c’è un monoteismo latente. Un esempio analogo ma di segno opposto, è quello degli Elohim del monoteismo ebraico, secondo il quale quando Dio creò il mondo disse «Creiamo il mondo». Si è sempre supposto che quel «creiamo», al plurale, fosse rivolto agli Elohim. Nel monoteismo ebraico si cela dunque un politeismo, che affiora anche nella figura di Malak Yahweh, l’angelo di Dio. Talvolta Yahweh interviene personalmente, altre volte manda invece il Malak Yahweh, che è grosso modo un suo aspetto“.

La von Franz prende per buona la equazione Yahweh = Dio. Poiché ella ben sa che nella Bibbia ebraica sono indicati gli Elohim, questi non possono che essere gli Dèi inferiori o i semidei.

La traduzione in italiano del saggio “Alchimia” non specifica che “Malak” deve essere tradotto con “Messaggero” e che Angelos è la sua versione greca del termine, italianizzata in Angelo. Quindi quando leggiamo “Malak Yahweh, l’angelo di Dio” dovremmo leggere “Malak Yahweh, il messaggero di Dio“. Poiché le nostre menti, forgiate dal catechismo, ci portano ad individuare nell’Angelo un essere etereo e non un messaggero in carne ed ossa che si presentava al popolo ebraico e non in pochi casi ne faceva strame in quanto non avevano ubbidito agli ordini di Yahweh.

Un’ultima annotazione. Nella Bibbia Samaritana (di cui ne parleremo successivamente in altro articolo), che è una versione più vecchia della Bibbia Masoretica di cui noi abbiamo la traduzione, nella traduzione in inglese Elohim è riportato come Elowwim”. Quindi noi non sappiamo se la dizione corretta è quella Samaritana o quella Masoretica, di certo non è corretta la traduzione che troviamo nelle nostre Bibbie: ossia Dio. In quanto gli Elohim/Elowwim erano (sono?) esseri sottoposti a Dio e non Dio stesso.

M.L. von Franz nel suo studio

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