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L’Ureo nelle culture precolombiane.

La prova di un contatto.

Eureka! E’ quel che si dovrebbe pronunciare ogni volta che si scopre qualcosa di importante, e penso che oggi senza ombra di dubbio posso dire di aver trovato le prove che le culture precolombiane del Messico, e mi riferisco soprattutto agli Olmechi, Maya, e Aztechi, hanno ereditato l’usanza e la tradizione di indossare un Ureo per legittimare la propria regalità dalla sola cultura a farne uso: l’antica civiltà egizia.

L’Ureus degli antichi egizi

Questo parallelismo trovato in precedenza non è niente a confronto con le miriadi di prove che stiamo per vedere a sostegno di una pratica usata da ambedue le civiltà, nello stesso identico modo e con gli stessi identici animali a rappresentarlo. Ho sempre sostenuto che queste due civiltà sono entrate in contatto tra loro grazie alle decine di similitudini che nel corso del tempo ho trovato, ma questo è un vero cambio di paradigma. L’unica differenza che vedremo alla fine di tutto sono i nomi e i piccoli dettagli, che, ovviamente, dipendono dall’artista e dai costumi osservati dalla singola cultura. Intanto ricordiamo cosa è un Ureo.

L’ureo era la rappresentazione del serpente cobra Reale sacro alla dea Uadjet, una delle due divinità protettrici del Faraone. Insieme alla barba posticcia, altro elemento trovato di recente, l’ureo era uno dei simboli esteriori della regalità: rappresentava infatti la forza e la potenza del faraone, e incuteva sottomissione ai sudditi. Poteva essere affiancato dal simbolo dell’avvoltoio, come nella famosa maschera di Tutankhamon che prenderò in analisi tra poco e, come finalmente posso dire di aver dimostrato senza ombra di dubbio, il significato speculare.

Come accennato sopra questa usanza veniva praticata, anche se in maniera diversa, da molte civiltà messicane, e partendo cronologicamente dalla più antica vediamo subito questa incredibile statua olmeca del 1300 a.C. realizzata in giada, e un colosso egizio di calcare che ritrae Ramses ll. Ora, va bene che sono due stili differenti, ma caspita stiamo vedendo ancora una volta la stessa identica immagine e lo stesso significato! E se vi dicessi che il colosso di Ramses ll è stato realizzato nel 1279 a.C.? Anche lo stesso secolo, uno scarto di solo qualche decennio, incredibile!

Maschera olmeca di giada di proprietà della galleria d’aste Getty. www.Gettyimages.com

Come sappiamo tutti le popolazioni della mesoamerica sono glabre, non hanno barba, e se la hanno non di certo così, questa è in tutto e per tutto una barba posticcia come quella che porta attaccata sotto il mento Ramses ll, è una fotocopia, un simbolo che come abbiamo letto sopra insieme all’ Ureo denomina la regalità. Per quanto mi riguarda non ci sono dubbi, questa barba (posticcia?) attaccata sotto il mento non è una tipica barba olmeca, né un pizzetto e né niente di simile, mai un nessun caso si è mai vista una sola rappresentazione olmeca avente la barba, mai in centinaia di reperti visti sino ad ora, è un oggetto attaccato separatamente sotto il mento che aveva la funzione di ostentare lo status di chi l’indossava. E non importa se non si vede l’Ureo sopra la fronte, tanto che sembra avere già lo spazio, o la base, per essere applicato, è vero che solitamente sia nelle maschere, sia nelle statue, è attaccato già nel copricapo, ma spesso è anche applicato separatamente come nella famosa corona di Tutankhamon che segue sotto, insieme ai due Bezote Aztechi che sono la vera rivelazione di questa scoperta.

Già a prima vista anche se non siamo esperti possiamo subito vedere che sono due oggetti che si indossano sulla testa, sono entrambi d’oro massiccio e mostrano gli stessi animali: un serpente e un avvoltoio. Singolare no? La prima obiezione che mi è stata fatta in passato è che questi due “Bezote” vengono applicati sulle labbra invece che sulla fronte. Davvero? Prima di dimostrare il contrario rivediamo tutto insieme e facciamoci un’idea.

Cioè, penso che queste immagini parlino da sole. Ma è solo l’ inizio. Ora prima di mostrarvi se questi sono Bezote oppure no, facciamo chiarezza. I Bezote in teoria sono dei piercing da labbro, ci sono molti esempi di Bezote nei più svariati tipi di materiali: oro come questi, in ossidiana nera, cristallo di rocca, giada e molto altro, e andavano indossati inserendoli tra il labbro inferiore tramite un buco, e in teoria l’effìge davanti. Mi sono sempre chiesto infatti come diavolo era possibile sostenere questi oggetti di svariati ettogrammi solo con il labbro inferiore. Sì perché non vengono stretti tra i denti, si tengono solo come l’incastro di un moderno orecchino, con un click, e mi è sempre sembrata strana questa cosa, ma non gli ho dato molto peso, perché ci ritroviamo ancora una volta davanti al dito e la luna. Questi Bezote sono oggetti unici e preziosi, e secondo del tipo di materiale rivelavano lo status di una persona, nessuno poteva indossarli, incredibilmente la pena per chi infrangeva questa regola era la morte, e un Bezote di questo tipo, d’oro massiccio, solo dal Re poteva essere indossato ,allora è o non è già una forma di Ureo? l’indossa solo il Re, si indossano sul capo per ostentare status e potere, sono entrambi d’oro e soprattutto la cosa più importante èche sono sempre un serpente e un avvoltoio, quasi fosse un legame indissolubile. Quindi poco importava se andava sul labbro, il gioco delle tre carte. Ma non è così, credetemi è molto peggio, e vedremo perchè.

L’ ureo dei Maya, l’Hu’ unal.

Dopo questo assaggio con un reperto Olmeco, passiamo in ordine cronologico ai Maya. I Maya avevano un loro Ureo? Non uno, ne avevano molti modelli! Nel bassorilievo situato a Palenque, Chiapas, Re Pakal il grande si vede uscire dalla bocca di un serpente, forse Kukulkàn, mentre indossa una fascia con una di queste pietre sulla fronte, un “Hu’unal”. Gli Hu’unal sono gioielli della corona Maya, sottili placche di pietra che erano attaccate alla parte anteriore dei copricapi, o delle fasce, mediante due fori posti su un lato. Solitamente realizzati con la giada o con la giadeite, se ne trovano anche di altri materiali. Qua non c’è bisogno di interpretare niente, questo è un tipico Ureo precolombiano usato dai Maya, un marchio distintivo che può indossare solo il Re. Ricorda niente?

Quindi i Maya avevano già un loro Ureo, ma utilizzavano solo questo? Sempre a Palenque sono stati rinvenuti moltissimi incensieri di ceramica, e in quasi tutti cosa ritroviamo? Ancora loro, rappresentazioni di teste, molto probabilmente di reali e sacerdoti, con un serpente e un avvoltoio attaccato sopra al copricapo, sta cominciando a diventare una costante.

Maschera d’oro massiccio faraone Tutankhamon e un incensiere Maya proveniente da Palenque.

Questa è pareidolia, o è una convergenza bella e buona? anche qui, stiamo o non stiamo vedendo la stessa cosa? Penso che non ci sia bisogno di sottolineare ancora una volta che l’unica cosa che cambia in questo confronto è la mano dell’artista e i dettagli legati ai costumi della civiltà in questione. Ma il bello deve ancora venire, vi ricordate i Bezote da labbro? come ho sottolineato poco fa sono troppo pesanti per essere un piercing, troppo pesanti per essere sostenuti solo un labbro, ed ecco a mio parere la scoperta più sensazionale mai esplorata fino ad ora, questi Bezote, esattamente come la corona di Tutankhamon, vanno indossati sulla fronte come un Ureo egiziano, confermando ancor di più che stiamo parlando di un usanza ereditata.

Qua non si tratta di tenere la mente aperta, ma di analizzare gli elementi per quel che sono e per quel che appaiono, togliendo dogmi e preconcetti che servono solo a manipolarci da secoli. Guardate la foto dell’incensiere Maya sulla sinistra, il serpente è attaccato alla fronte incastrato dentro una corona realizzata con pezzi di giada, si distingue anche una serie di pallini alla base del serpente, come a far capire che sono due oggetti differenti. Bene, ora vediamo il cosiddetto Bezote azteco sotto, ha o non ha le stesse ghirlande, o serie di pallini alla base? E’ plausibile che sia la stessa cosa? La base dei due Bezote ha la forma curva della fronte, non ci sono dubbi a mio parere che andassero appoggiati sopra la fronte e tenuto fermo da un diadema di giada. La foto accanto è una maschera a mosaico della regina rossa, anche lei di Palenque, e guardate cosa è stato trovato sopra la sua maschera funeraria: un diadema in giada come quello dell’ incensiere. Quindi abbiamo una regina, un diadema, un Ureo. E se tutto ciò ancora non dovesse bastare, perché già lo so che ci sono gli irresistibili della storia ufficiale, abbiamo la ciliegina sulla torta, un’altra incredibile prova che dimostra la similitudine di questi oggetti.

Corona del faraone Tutankhamon e la corona della regina rossa di Palenque.

Non so se vi rendete conto della valanga di parallelismi trovati, forse a qualcuno questa cosa potrà ancora apparire come una curiosità, ma qui per quanto mi riguarda si supera ogni limite, dopo tutti dettagli già visti in queste due corone troviamo anche la stessa fila pietre tonde con un buco al centro per tutta la lunghezza della corona che sostiene l’Ureo, di più posso solo parlare con l’anima del defunto Maya per farmi lasciare una dichiarazione scritta di attendibilità.

Prima di passare al pezzo forte, una combinazione di Ureo e Ankh da parte degli Aztechi, vediamo ancora un altro esempio molto singolare sempre della cultura Maya. Si tratta di una statua di calcare trovata a Copàn con una divinità e quel che sembra un altro modello di Ureo, un bel serpente eretto che guarda caso somiglia ancora ad un Ureo egiziano.

Ma anche qui non importa solo la somiglianza, il serpente sopra la testa della divinità Maya sembra un cobra reale, e questo tipo di serpente non è presente nel territorio messicano, come ci è finita questa immagine nella mente dell’ artista Maya? Visione a distanza? Addirittura sul serpente Maya si distinguono ancora le spire orizzontali.

Mai come in questo caso si sono viste tante convergenze tutte insieme, in basso a sinistra c’è una sacerdotessa dipinta nel murale di Tepantitla a Teotihuacàn che rappresenta la grande dea madre degli Aztechi, la più antica delle divinità, e accanto come fosse un immagine speculare c’è Iusaas, o Iusaset, che è una divinità egizia appartenente alla religione dell’antico Egitto. Considerata la prima dea della mitologia egizia, essa viene descritta come “nonna di tutte le divinità”, praticamente la controparte azteca. Già questa peculiarità potrebbe bastare per fare un parallelismo tra le due figure, ma qui oltretutto entrambe stringono l’Ankh con una mano ed entrambe hanno un avvoltoio cornuto sulla testa con l’ureo, direi che siamo ben oltre la semplice “coincidenza”. Abbiamo visto ogni sorta di Ureo, realizzati in oro, con la forma di cobra, ora due dee con lo stesso avvoltoio e Ankh, pura fantasia?

Maschera d’ oro di Tutankhamon e l’ antica dea azteca

Il Fior de Lis

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Written by Luca Zampi

Appassionato da sempre dalle antiche civiltà del nostro passato, oggi in cerca di prove su una possibile origine comune, una civiltà globale che ha lasciato traccia di sé attraverso costruzioni megalitiche, reperti antichi con le stesse lavorazioni dei materiali, miti e leggende varie. Una visione alternativa della nostra storia attraverso l'analisi dei fatti , documenti e comparazioni fotografiche in grado di far luce ai tanti tabù e misteri che circondano queste antiche civiltà sparse per il mondo.

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