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I Vescovi USA già delusi da Biden

L'arcivescovo di Los Angeles J.H. Gomez
L'arcivescovo di Los Angeles J.H. Gomez

Sino a fine ‘800 il cattolicesimo era marginale in quanto vi erano solamente gli irlandesi che erano religiosamente legati al cattolicesimo, oltre a messicani nella fascia di confine con il Messico. Poi con la grande invasone di fine ‘800 ed inizio ‘900 milioni di italiani e irlandesi sbarcarono negli USA, seguiti dagli inviati dal Vaticano che costituirono le prime parrocchie, quindi le diocesi. Nell’ultimo dopoguerra la grande migrazione dalle nazioni dell’America Latina ingrossarono queste fila di fedeli portando oggi il cattolicesimo ad essere una delle maggiori presenze religiose negli USA.

E’ vero che le famigli degli italiani e degli irlandesi di più vecchia immigrazione sono andati ad ingrossare le chiese riformate e protestanti. Così come è vero che i “latinos” si rivolgono sempre più sovente ai predicatori evangelici. Ciò nonostante la presenza della Chiesa Cattolica si è profondamente inserita nel tessuto non solo religioso ma anche sociale degli USA. In quello politico molto meno. Ciò è dovuto ad una legge non scritta che però è rimasta valida sino all’elezione John Fitzgerald Kennedy: il presidente USA deve essere un WASP (White Anglo-Saxson Person), ossia una persona di origine del nord Europa, protestante e massone. Così avvenne da Washington a Eisenhower. Kennedy, con la sua vittoria a sorpresa sul vicepresidente Nixon, sparigliò le carte. Da allora la vecchia regola non è più valida, ed in effetti abbiamo avuto presidenti non più legati alla Massoneria come Reagan e Trump, non originari del nord Europa come Obama etc.

Il grande sviluppo della Chiesa Cattolica negli USA si ebbe sotto il pontificato di Montini (Paolo VI) il quale era legato a doppio filo agli USA. Problema che affronteremo in altra occasione. Grazie ai favori rilasciati da Montini prima e Wojtyla successivamente, la Chiesa Cattolica portò le sue parrocchie a 19.000 negli USA. Queste sono riunite in 35 diocesi, guidate da altrettanti vescovi. Queste sono raggruppate in 6 arcidiocesi guidate da Arcivescovi o Cardinali. Le due arcidiocesi più potenti sono quelle di New York e di Los Angeles. Vi sono poi 12 diocesi marginali di rito orientale, ossia Cristiani Ortodossi che riconoscono la supremazia del Vescovo di Roma (i cosiddetti Uniati). Si tratta di piccole comunità di Ruteni, Ucraini, Melchiti, Maroniti, Armeni, Caldei e Siriaci, che invece di seguire il loro Patriarca si sono staccati ed hanno una loro Chiesa, pur di rito orientale, ma che fa riferimento alla chiesa di Roma. Visti i noti scandali (abusi sui minori) che hanno distrutto economicamente l’Arcidiocesi di New York, la guida della Chiesa Cattolica degli USA è ora retta dall’Arcivescovo di Los Angeles José H. Gomez. Los Angeles ove la presenza “latina” (messicani e altri sudamericani) è molto importante, e questi sono tendenzialmente conservatori. L’Arcivescovo Gomez guida quindi un popolo valutato ottimisticamente in 60/70 milioni di fedeli. Ossia si considerano i battezzati, che però potrebbero aver abbandonato la chiesa e non essere stati in tale situazione censiti. In ogni caso, sulla carta, circa il 20% degli Statunitensi fa riferimento alla Chiesa Cattolica. Uno statunitense su cinque in qualche maniera è influenzato da quanto detto dalla Chiesa Cattolica.

Dobbiamo tenere presente che nel mondo protestante l’odio o quantomeno l’antipatia ed il sospetto verso la Chiesa Cattolica è ancora profondo, il sospetto che il Vaticano trami contro gli USA è presente nell’immaginario collettivo. Ciò è dovuto al fatto che la Chiesa Cattolica, a buon diritto, è considerata colpevole delle tremende persecuzioni nei confronti dei Protestanti, la scatenatrice delle guerre di religione e l’ingerenza, tramite i Gesuiti, nei governi di mezzo mondo. Cosicché il primo candidato alla presidenza degli Stati Uniti fu nel 1928 tale Aldred Emmanuel Smith, un candidato dei Democratici di origine irlandese. Che poi perse le primarie contro Hoover. Ebbene Smith fu attaccato da tutti i giornali, favorevoli ai Democratici od ai Repubblicani in quanto con una sua vittoria “Gli USa sarebbero stati governati dal Vaticano”. Naturalmente non è vero, nel 1928 non erano ancora stati firmati i Patti Lateranensi (11 febbraio 1929) e quindi il Papa era ancora rinchiuso all’interno delle mura Leonine e, con la scarsa diffusione di media cattolici la sua influenza era alquanto marginale.

Si arriverà, come accennato alla vittoria di J.F. Kennedi nel 1962 per avere un Cattolico alla Casa Bianca. Ma Kennedy non fece nulla di eclatante per favorire la Chiesa Cattolica. In linea con i presidenti precedenti che, volutamente, rimanevano al dii fuori delle questioni religiose. Oggi abbiamo il secondo Presidente USA che si dichiara Cattolico: Joe Biden. Anche lui di origini irlandesi come Kennedy.

Durante la campagna elettorale la Conferenza Episcopale degli USA spinse molto a favore dei Democratici in quanto riteneva che l’impegno di Trump contro l’immigrazione clandestina e di massa, andasse contro il principio di libertà. Sappiamo che questa è la posizione di Bergoglio e non di Ratzinger, in quanto il secondo spingeva per un aiuto, a chi ne avesse avuto bisogno, a casa loro affinché non partisse verso presunti paradisi in terra. Distruggendo così famiglie e tessuti sociali, andando a rimpinguare grandi masse di diseredati in terre che magari offrivano poche opportunità di lavoro. Al contrario Bergoglio spinge per i grandi movimenti di massa. E la Conferenza Episcopale USA obbedì dichiarandosi favorevole a Biden. Ciò scatenò feroci polemiche fra i fedeli, specialmente i latinos messicani e cubani che erano, e sono, favorevoli a Trump.

Poi sappiamo come è andata la storia.

Biden appena ne ha avuto la possibilità, ha iniziato a firmare a raffica Decreti Presidenziali. Fra questi il blocco del muro con il Messico, indispettendo sia il Messico che vedeva con tale strumento un impedimento al traffico dei grandi mercanti di stupefacenti, ed agli abitanti della fascia di confine. Peraltro in buona parte latinos. Quindi Biden firma un altro Decreto Presidenziale per ripristinare i finanziamenti per favorire l’aborto non terapeutico. Poi vi è la posizione favorevole alla teoria transgender che lo ha portato ad indicare Rachel Levine come Ufficiale Federale. Si tratta di una donna nata come uomo. Sia chiaro, si tratta di una scelta personale, ma per un popolo latinos fortemente legato alle tradizioni è un passo attualmente non digeribile.

Se il primo decreto ha indispettito parte dei fedeli cattolici, il secondo ha portato ad una vera sollevazione. L’ondata di proteste è stata tale che lo stesso Arcivescovo Gomez ha dovuto prendere posizione: zittire i Cardinali, cosiddetti progressisti ordinati da Bergoglio, ed emettere un comunicato contro l’azione di Biden.

A questo punto la situazione all’interno della Conferenza Episcopale è rovente. Dalla parte di Bergoglio sono una piccola minoranza ma hanno dalla loro il potere Vaticano. Gomez ha dalla sua parte un gruppo consistente di Vescovi oltre la massa di indecisi che però propende dalla sua parte, non foss’altro che per le pressioni dei fedeli.

Ora l’unica arma che ha l’Arcivescovo Gomez è quella economica. Il Vaticano vive nello sfarzo grazie a due flussi di denaro considerati inesauribili: l’8×1000 italiano e le donazioni che provengono dagli Stati Uniti. Essendo noto che la forte diminuzione di fedeli in Francia, Germania e Spagna ha portato al quasi prosciugamento di questi torrenti. Inoltre il Sudamerica non è mai stato molto prodigo con il Vaticano. Quindi l’Arcivescovo Gomez potrebbe puntare a ridurre il flusso di denaro verso il Vaticano riconducendo a più miti consigli Begoglio, il quale potrebbe/dovrebbe riportare i suoi fedeli vescovi e cardinali a più miti consigli. Ma vediamo difficile questa soluzione, perché il furore “progressista” di Bergoglio è tale che difficilmente compirà tale atto.

Allora cosa potrà accadere? Uno scollamento totale fra l’alta gerarchia ecclesiastica e la base dei fedeli? Probabile, ma ciò condurrebbe sul sentiero dello scisma che pare si stia preparando in Germania, Olanda e Francia. Ossia una Chiesa più vicina ai fedeli e lontana dagli intrighi di palazzo.

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