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Il sole nascente è arrivato in Messico.

La probabilità di un contatto.

Come ho ripetuto più volte fino a farne un mantra, se due culture sono entrate in contatto in un determinato punto della loro storia, o hanno ereditato le stesse tradizioni, se ne troverà traccia nei reperti, nelle costruzioni, nei miti nelle leggende e in qualsiasi altra caratteristica che rende unica una cultura, ovviamente sempre non ci sia qualcosa di scritto che ne attesta il contatto. Ditemi voi se non è il caso questo delle culture precolombiane del Messico, e dei vari imperi e periodi del Giappone, soprattutto del periodo Jōmon, che va dal 10000 al 1000 a.C.

Intanto come sempre ribadiamo che per la storia ufficiale le culture precolombiane non hanno mai avuto un contatto con nessun altra civiltà al di fuori di quelle andine. Quindi, detto questo vediamo nella foto in alto una figura della cultura Chupiquaro, Messico, e una figura Jōmon che hanno entrambe tre dita nella mano. Lasciando perdere gli occhi obliqui da rettile che già meriterebbero più attenzione, le tre dita sulle mani o sui piedi è una caratteristica che si vede spesso nei reperti di molte civiltà e culture del passato, ma oggi come ieri non si nasce con tre dita, e anche se fosse nato qualcuno con una malformazione dubito che tutte le culture del mondo antico ne facessero un pregio da mostrare. Rappresentare le proprie figure in questo modo aveva una ragione ben precisa, e risale nella cosmologia.

La prossima foto è legata al titolo, una bellissima statua olmeca di legno che indossa quel che sembra l’Hachimaki, la famosa bandana usata dai Kamikaze giapponesi durante la guerra con il sol levante in bella mostra davanti. Un simbolo solare in ambedue i casi, e nella cultura olmeca era considerato anche un segno di regalità.

La prossima la trovo spettacolare, ritroviamo un altro simbolo universale visto in moltissime occasioni, si tratta del famoso simbolo ad “H” visto in moltissimi siti differenti, tanto per citarne un paio di siti archeologi dove è presente questo simbolo ricordo sopra i famosi pilastri a “T” di Gobekli Tepe e le pietre ad “H” di Puma Punku. Anche qua non si tratta di pareidolia, questo è esattamente lo stesso simbolo all’ interno di un quadrato, sia nel tappo della tomba giapponese di Igami Kofungun, provincia di Honshù, sia nella stele di Huamelulpan, Oaxaca , Messico. Addirittura con le stesse linee verticali inarcuate all’ interno, e la stessa linea orizzontale in rilievo sopra, e queste non sono curiosità, sono dettagli importanti!

Le prossime due sono molto curiose, si tratta di due figure in ceramica provenienti entrambe da Veracruz per le culture del Messico, e due figure di samurai giapponesi. Tutte le culture del mondo con il tempo realizzano il proprio stile, le proprie caratteristiche, ma non c’è dubbio che queste due armature si somigliano molto, sicuramente erano abbigliamenti da parata, un guerriero nella giungla non veste così, forse una tradizione ereditata da millenni?

Altra caratteristica importante che riguarda il lato religioso e spirituale di questi due luoghi lontanissimi è l’ uso e la conoscenza del terzo occhio, questa usanza si trova in almeno due diverse culture precolombiane, nei Maya e negli Olmechi, come dimostra questa statua di legno Olmeca con lo stesso incasso dove una andava collocata una pietra, molto probabilmente di giada, esattamente come nella testa del Buddha accanto conservata in un tempio giapponese di Tokio.

American Museum of Natural History, AMNH.

Rimanendo nell’ ambito religioso spirituale vediamo qualche esempio di come anche le famose gesta delle mani chiamate “Mudra” sono presenti nei reperti delle culture precolombiane del Messico esattamente come nei reperti delle culture orientali. Sotto due esempi con due statue Maya e due statue del Buddha giapponesi, e un esempio con le statue della cultura indiana, anche lì stesse posizioni da Mudra e terzo occhio. Le Mudra, che tradotto dal sanscrito significa “gesti“, sono posizioni delle mani utilizzate nello yoga e praticato in quasi tutte le culture orientali per la meditazione e per incanalare l’energia verso determinati punti del corpo chiamati chakra, e ritrovare le stesse pose nelle stesse figure a mio giudizio non può essere frutto del caso, soprattutto dopo ciò che abbiamo visto e che vedremo.

I prossimi quattro confronti riguardano l’ arte in genere, e vedremo come più delle volte si tratta di figure con gli stessi scopi, stesse forme, e persino gli stessi materiali. Nella prima foto c’è la rappresentazione di un cane con il volto umano, figura vista più volte nel panorama precolombiano, ma mai uno scenario orientale, e di sicuro nonin una figura Jomon di almeno 4000 anni. Davvero singolare!

Questa è una delle migliori. Una figura di terracotta Haniwa, e una Jaina. Gli Haniwa  sono delle figure di terracotta fabbricate a scopo rituale per essere seppellite con i morti insieme ad altri oggetti funerari nel periodo Kofun, Giappone, dal 300 al 600 d.C. Le figure di Jaina invece sono la stessa cosa, ma della cultura Maya. Sono statuine di terracotta o ceramica fabbricate per essere seppellite con i dignitari, o personaggi dell’ élite, nell’ isola di Jaina, davanti le coste del golfo messicano. Curioso no? Se fosse solo questo confronto sarebbe una bella curiosità, ma insieme a decine di confronti non lo trovo più molto curioso.

Altri due reperti di terracotta, vaso Maya e un vaso Jomon. Anche qui, di vasi a quattro punte non è che se ne vedono molti, hanno caratteristiche differenti ma nell’ insieme di immagini contribuiscono a darci un idea della moltitudine di figure in comune.

E finiamo con l’ uomo pensante. La foto a sinistra è ancora del periodo Jomon, che voglio ricordare si estende per un tempo lunghissimo, addirittura dal 1000 al 10000 a.C., e la figura a destra invece è della cultura Nayarit, Messico circa 300 a.C., trovare delle differenze è più che lecito, millennio e artista differente, ma in linea di massima si vedono sempre le stesse cose con piccole varianti dettate più dalla mano dell’ artista che altro, ma può essere che tutte queste similitudini sono sempre frutto del caso? Non è che si trovano le stesse figure in ogni cultura del mondo, e quando capita, come in questo caso, qualche domanda è giusto farsela.

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Written by Luca Zampi

Appassionato da sempre dalle antiche civiltà del nostro passato, oggi in cerca di prove su una possibile origine comune, una civiltà globale che ha lasciato traccia di sé attraverso costruzioni megalitiche, reperti antichi con le stesse lavorazioni dei materiali, miti e leggende varie. Una visione alternativa della nostra storia attraverso l'analisi dei fatti , documenti e comparazioni fotografiche in grado di far luce ai tanti tabù e misteri che circondano queste antiche civiltà sparse per il mondo.

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