in ,

La nascita delle eresie

Eretici al rogo

In principio, dopo la predicazione di Gesù, si raccolse attorno ai suoi Apostoli, una delle tante correnti ebraiche. a Gerusalemme venne fondata la prima comunità presieduta da uno dei fratelli di Gesù: Giacomo detto “il giusto”. Secondo gli Atti degli Apostoli, e da quanto si desume dalle Lettere Apostoliche, diversi Apostoli e Discepoli iniziarono un viaggio presso le comunità ebraiche della diaspora (in Anatolia, Grecia, Egitto e Mesopotamia) per far conoscere la “parola” di Gesù, ossia quanto il Maestro (Rabbi in aramaico, quindi Rabbino) aveva proferito durante la predicazione. La domanda sorge spontanea, a seguito di quanto ci è stato insegnato a scuola e al catechismo: erano forse “Cristiani” i seguaci di Gesù o erano rimasti ebrei. La risposta la troviamo in Atti 3:1Un giorno Pietro e Giovanni salivano al Tempio per la preghiera“, e in Atti 9:20 “(Saulo/Paolo) e subito nelle sinagoghe proclamava Gesù figlio di Dio“, in Atti 13:5 “(Giovanni e altri) Giunti a Salamina cominciarono ad annunziare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei“. E, normalmente, erano bene accetti; Atti 13 “(Paolo e altri) 14 (…) ed entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, si sedettero15 Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagoga mandarono a dire loro: «Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!»“. Solo per citare alcuni esempi. Quindi la nota affermazione di Matteo, MT 16:18 “(Gesù) E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa” è palesemente un falso, in quanto non esistevano “chiese”, né fra i culti cosiddetti pagani né era una chiesa l’Ebraismo religioso. La Chiesa come istituzione fu inventata e organizzata durante il Concilio di Nicea del 325 dall’Imperatore Costantino. La non separazione dei seguaci di Gesù dall’Ebraismo ci è chiara anche dagli avvenimenti: l’Imperatore Claudio decise di espellere da Roma (nel 49/50) i Giudei, chi spiega Svetonio: “Dato che i Giudei, istigati da Cresto, provocavano costantemente dei tumulti“. E l’espulsione riguardò tutti i Giudei, compresi i seguaci degli Apostoli. Curiosamente i teologi vogliono far credere che il Cresto citato come agitatore di folle fosse una distorsione del nome di Gesù. Per far credere che i Romani perseguitarono da subito i Cristiani. Senza rendersi conto che alla data Gesù era morto da 25/30 anni. Diversa fu la questione con l’Imperatore Nerone il quale si dovette confrontare con i seguaci degli Apostoli che predicavano l’imminente resurrezione dei morti, e quindi nascondevano i cadaveri nelle catacombe per non farli seppellire, e che solo con la distruzione del mondo corrente sarebbe nato il nuovo mondo con il ritorno di Gesù. Il problema avvenne quando a fronte di uno dei comuni incendi a Roma, le case popolari erano sovente in legno, alcuni esagitati seguaci degli Apostoli, credendo che si trattasse dell’occasione propizia per distruggere Roma come simbolo del mondo attuale correvano con torce ad appiccare il fuoco in altre parti dell’Urbe. La repressione fu violenta ma la storia ufficiale incolpò il povero Nerone che in quei giorni era a Capua.

Torniamo al post-concilio di Nicea. Costantino aveva creato la prima e vera Chiesa, come la intendiamo ancora oggi. Mettendo assieme la figura semisconosciuta di Gesù, assegnandogli la predicazione ed i miracoli di Apollonio di Thiana, la nascita miracolosa di Mithra, i miti egizi della morte e resurrezione, oltre alla figura materna di Iside impersonificata in sua madre Maria. I sacerdoti di Mithra e di Apollonio ne costituirono la base, i templi degli antichi Dèi furono trasformati in chiese, gli “anziani” (guide spirituali) delle varie comunità cristiane divennero vescovi della nuova gerarchia. Ogni Vescovo aveva il controllo di una Diocesi, ossia di una provincia dell’Impero Romano. Vennero assegnati: potere, terre, denaro e libertà d’azione. In cambio l’impero voleva il controllo del territorio tramite il controllo del popolo. Costantino, in occasione del concilio di Nicea, aveva scritto all’Imperatore Persiano Sapore III che era sua ferma intenzione creare una Chiesa Universale affinché tutto il popolo, dell’Impero Romano, seguisse il medesimo culto. Ed in greco “universale” è “katolikos”, da cui Chiesa Cattolica.

Quindi la chiesa nacque ricca e potente, oltre ad essere la longa manus del potere temporale. Ma l’impero si involse e crollò lasciando alla Chiesa un potere immenso. Carlo Magno prima e Federico Barbarossa e Federico di Svevia poi cercarono di tagliare le unghie al “mostro” che il loro predecessore aveva creato. Ma ebbero grandi problemi in quanto la Chiesa di Roma aveva un’arma invincibile: la scomunica.

Nel contempo si ersero predicatori che raccolsero movimenti religiosi che volevano il ritorno alla “povertà apostolica“. I più famosi furono i Bogomilli, i Catari o Albigesi, i Dolciniani, i Valdesi ed i Francescani. Per questi ultimi la questione è differente in quanto protetti dall’impero (come abbiamo illustrato in altro articolo in queste pagine: Articolo) riuscirono a salvarsi. Gli altri invece furono ferocemente perseguitati ed, a parte i Valdesi, scomparvero dalla storia.

Il problema teologico è: tutti questi eretici avevano una base di ragione o la loro posizione teologica era puramente speculativa. La realtà è che loro si rifacevano ad una realtà che era scomparsa con la creazione della Chiesa Cattolica. Non si poteva far tornare la Chiesa ad uno status precedente. Si sarebbe dovuto fondare nuovamente la Chiesa Apostolica, ossia una setta ebraica. In quanto la Chiesa Cattolica era una creazione imperiale definita a tavolino.

Tratto dal film: “Il nome della Rosa”

What do you think?

87 points
Upvote Downvote

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Loading…

0

Gobekli Tepe, il ground zero dell’ antichità.

Culture in Cartoons #2