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Le caratteristiche spirali di Malta e Mal’ta.

Premessa

Tutti gli articoli scritti finora mirano ad individuare quella che penso sia stata una civiltà globale, unendo punti e puntini con similitudini di ogni tipo, e questa che stiamo per vedere è un’altra incredibile conferma. Siamo di fronte a due, anzi, almeno tre siti archeologici del neolitico e paleolitico che presentano gli stessi simboli, e come abbiamo visto in un altro articolo, praticamente lo stesso nome! Mi riferisco alla divinità Maya dei fulmini K’awiil, e il tempio Kawi che si trova sull’isola di Bali, stesso nome associato a due figure antropomorfe molto simili, in due culture così lontane e divise da oceani che mai in nessun caso potrebbero aver avuto un contatto, ovviamente per l’ufficialità. Poi che hanno lo stesso nome e le divinità sono praticamente identiche è un caso ovviamente, oltretutto sono dello stesso periodo storico. Ma questa è un altra storia, qui l’articolo in questione https://www.stazione4.it/il-dio-maya-kawiil-in-indonesia/ .

Mal’ta e Malta

La Tavoletta che mi ha fatto sobbalzare appena vista è stata realizzata da una cultura che si chiama Mal’ta, vissuta nell’era del paleolitico in quella che oggi conosciamo come Siberia, e prende il nome dall’omonimo villaggio di Mal’ta (Мальта) nell’Bochanskij rajon.

Sviluppatasi lungo il corso del fiume Angara, a occidente del grande lago di Bajkal, questa cultura visse tra il 26000 e il 13500 a.C., e venne alla luce nel 1927 grazie a gli scavi dell’archeologo russo Mikhail Mikhaylovich Gerasimov, che portò alla luce decine di statuine con la famosa Venere, conosciuta in quel tempo solo nel bacino del mediterraneo, tutte incise su zanne di mammut e corna d’alce. Ma quel che collega Mal’ta a Malta è questa placca in avorio incisa in ambo i lati, una delle tante placche ritrovate nell’insediamento aventi sempre animali come soggetti.

Ai serpenti ci arriviamo dopo, ora giusto due parole su questa spirale che a mio parere ha dell’incredibile. Le spirali sono state trovate in ogni angolo del mondo, simbolo sciamanico tramandato da millenni legato al significato di morte e rinascita, ma questa non è una classica spirale come tante trovate, queste sono spirali multiple realizzate con centinaia di puntini, piccoli fori usati di proposito, unico esempio questo tra tutti i reperti trovati nel sito, sarebbe stato molto più semplice incidere come le figure dei serpenti. E qui il bello, guarda caso è la copia spiccicata di un altro reperto sempre con spirali multiple situato dove? A Malta! Ci risiamo, sarà questa un’altra coincidenza?

Ammesso che il nome identico sia una becera coincidenza, e che Mal’ta e Malta sia solo un’assonanza,non hanno niente a che fare , il fatto di vedere le stesse serie di spirali realizzate con gli stessi forellini no, inoltre nella prima stele a sinistra oltre più c’è anche un cerchio al centro, esattamente come il foro della placca in avorio. Il centro della galassia? Altra caratteristica comune: sulla placca ci sono sei spirali, tre per lato, e sei spirali ritroviamo all’entrata del sito megalitico dove sono presenti queste spirali sull’isola di Malta, il tempio di Tarxien, datato tra il 2200 e il 1800 a.C. (fonte Wikipedia).

Qualcosa non torna, può essere che il sito maltese sia più vecchio di quanto si pensi? Se i due siti sono connessi come penso, è più probabile che il sito di Mal’ta sia stato fondato da popolazioni che venivano dalla zona del Mediterraneo, e non viceversa. Ma anche questo conta relativamente, qui ci sono due culture con lo stesso bagaglio simbolico a 18500 chilometri di distanza, che portano lo stesso nome del sito e realizzano entrambe spirali singole e multiple, con uno stile unico mai visto prima. Una civiltà globale?

Mal’ta e Italia

Un’altra spirale realizzata con questa tecnica a puntini è stata trovata in Valcamonica, famosissimo sito preistorico con numerosissimi petroglifi nella provincia di Brescia, patrimonio dell’UNUSCU dal 1979. Questi petroglifi risalgono ufficialmente al periodo neolitico, ca. 8000 a.C., molto più vicino al sito siberiano di Mal’ta che al tempio maltese.

Mal’ta e Gobekli Tepe

Ovviamente se si parla di civiltà globale non poteva mancare qualche analogia con il sito archeologico di Gobekli Tepe, con i suoi cerchi formati da decine di pilastri a forma di “T” pesanti anche decine di tonnellate, quasi tutti incisi con figure di animali e situato nell’odierna Turchia, al confine con la Siria. Considerato l’ombelico del mondo di tutte le civiltà, è stato riconosciuto finalmente come uno dei primi luoghi di culto costruito alla fine del neolitico , con una datazione certa di 11600 anni, datazione ricavata grazie all’esame del C-14 realizzato con lo stucco organico che ricopre alcuni muri del sito archeologico, contente molte fibre organiche. Come possiamo vedere il simbolo non è simile, è lo stesso! Considerando che sono anche in aree con climi completamente differenti, sono chiaramente tre vipere, dettaglio già curioso di suo perché non è un serpente diffuso in tutto il mondo, affiancate e con un senso di movimento ben preciso. Siamo davanti ancora una volta o all’infinito loop di “coincidenze”, o a una civiltà globale più avanzata tecnologicamente di quanto si credeva, capace di fare grandi spostamenti in ogni parte del globo, portando con sé sapere e conoscenza.

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Written by Luca Zampi

Appassionato da sempre dalle antiche civiltà del nostro passato, oggi in cerca di prove su una possibile origine comune, una civiltà globale che ha lasciato traccia di sé attraverso costruzioni megalitiche, reperti antichi con le stesse lavorazioni dei materiali, miti e leggende varie. Una visione alternativa della nostra storia attraverso l'analisi dei fatti , documenti e comparazioni fotografiche in grado di far luce ai tanti tabù e misteri che circondano queste antiche civiltà sparse per il mondo.

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