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Legame secolare fra Russia e Germania

Unzione di Nicola II a Zar
Unzione di Nicola II a Zar

La vulgata del mainstream vuol far credere che vi sia rivalità fra Russia e Germania, adducendo come “prova” il fatto che le due nazioni si siano trovate sui fronti opposti nei due conflitti mondiali. Ma è vera questa rivalità? Se andiamo a verificare gli avvenimenti storici ci rendiamo conto che non è così.

Il tutto parte dall’epoca classica quando i germani erano divisi in tre tronconi: germani del sud (odierne Germania, Olanda, Austria, Svizzera, parte della Polonia, Ungheria e Boemia), germani del nord (Germania affacciata sul Baltico, Danimarca, Norvegia, Svezia, Estonia, Lettonia, parte della Lituania) ed i germani dell’Est (Ucraina orientale, nord del Caucaso. Russia addossata al sud degli Urali) ove vi erano: Sciti, Alani, Ostrogoti (Goti dell’est), Vandali, Eruli etc.

Nel basso medioevo, come sappiamo i Vikinghi (scandinavi dell’ovest: Norvegia e Danimarca) si diffusero nell’Europa occidentale e meridionale, mentre i Variaghi (Vikinghi svedesi e dei laghi – Finlandia e Carelia) discesero i grandi fiumi delle immense pianure russe e vi formarono dei principati. Discendendo ancora sino ad arrivare a Costantinopoli ove formarono la Guardia Imperiale del Basileus erede di Cesare e Costantino.

Gli Slavi orientali (oggi diremmo russi, bielorussi e ucraini) indicavano i Variaghi come Rus, e i loro principati erano quindi denominati Russi. Ove naturalmente la classe dominante ed i mercanti erano di origine scandinava. Sulla strada Scandinavia-Costantinopoli crearono la città di Holmgardr, oggi Novgorod. Divenuta un potente principato, fondò più ad est a città di Moskva, oggi Mosca, ove sorgeva un villaggio di Finnici. Mosca posta al confine con le terre sconosciute ad est crebbe come presidio e centro di commercio con le popolazioni asiatiche e siberiane. Più a sud l’antica città di Danaprstadr, forse di origini gote e legata a Costantinopoli, fu ingrandita dai Variaghi e divenne il centro maggiore del sud con il nome di Kyïv in onore, pare, di una principessa di Novgorod, per divenire poi Kiev.

Mentre Kiev diveniva il centro dei commerci fra il nord e Costantinopoli e diveniva la capitale di quel principato che, distrutto il Kanato dei Chasari, pose le basi di quella che sarà l’Ucraina, a nord Mosca cresceva e non poteva più rimanere sotto il controllo di Novgorod. E così avvenne. Sottomessa Novgorod, Mosca, espanse il suo principato gettando le basi di quella che sarà la Russia.

Mosca fu sotto i Principi della famiglia Rjurikidi dal 1168 sino al 1547. Famiglia Variaga di Kiev che dominava anche la Galizia (regione strategica posta fra Ucraina, Ungheria e Polonia). Estinti i

Mosca fu sotto i Principi della famiglia Rjurikidi dal 1168 sino al 1547. Famiglia Variaga di Kiev che dominava anche la Galizia (regione strategica posta fra Ucraina, Ungheria e Polonia). Estinti i Rjurikidi, dopo dei torbidi, nel 1613 salì al trono del principato di Mosca una delle 12 famiglie dominanti del principato. La famiglia di origine variaga Kobyla ma non regnò con il proprio cognome ma assunse quello di Romanov, ossia figli di Roma, in quanto designarono Mosca come la III° Roma dopo Roma stessa e Costantinopoli, Poiché questa era caduta, nel 1453, in mano ai turchi, secondo i Romanov la tradizione della città luce della tradizione occidentale e capitale dell’impero mondiale, doveva essere Mosca-III° Roma. Ma questa è un’altra storia e la racconteremo un’altra volta.

Una curiosità. La famiglia Rjurikidi aveva 4 rami collaterali, ed una di queste era la famiglia Gagarin, il cui discendente fu il primo russo a viaggiare nello spazio. Ma torniamo ai Romanov.

I Romanov, proprio per legare la Russia e la loro famiglia a Costantinopoli, diedero ai figli nomi greco-romani: Alessandro, Michele, Alessio ed assunsero, con Pietro I il titolo di Czar o Zar, che è la versione russa di Caisar, ossia Cesare, nell’accezione romana di Imperatore. Pietro voleva fortemente il legame culturale e politico con l’Europa e, come sappiamo, fece costruire San Pietrobugo (Città di San Pietro) sul mar Baltico per favorire i contatti innanzitutto con la Prussia e la Svezia e quindi con tutta l’Europa. Lui stesso, prima di ereditare il trono da suo padre, girò l’Europa sotto mentite spoglie, facendo persino il carpentiere in un porto olandese, per carpire i segreti della costruzione delle navi olandesi, all’epoca le migliori al mondo.

Purtroppo la sua morte prematura non permetteva ai figli, troppo giovani di salire al trono. Quindi regnò la moglie Marta Helena Skowrońska con il nome di Caterina I. Il successore, Pietro II iniziava una tradizione che continuò sino alla caduta degli Zar nel 1917. La madre di Pietro II era tedesca (famiglia Brunswick-Wolfenbuttel) cosi avvenne, i matrimoni con famiglie prussiane, sassoni etc; o erano direttamente tedeschi come Carlo Pietro Ulrico von Holstein-Gottorp o il padre di Caterina II la grande Cristiano Augusto von Anhalt-Zerbst. Così come Paolo II che sposò in prime nozze una von Assia-Darmstadt ed in seconde nozze una von Wurttemberg. La moglie di Alessandro I era una von Baden, la mogie di Costantino I era una von Sassonia-Coburgo-Saalfeld. Sino ad arrivare all’ultimo Zar Nicola II che sua madre era figlia del Re di Danimarca e sua moglie era una von Hessen und Rhein.

In questo periodo l’esercito Russo era pieno di ufficiali tedeschi, istruttori tedeschi, le banche tedesche favorivano l’industrializzazione russa, contadini tedeschi cercavano di migliorare l’agricoltura russa dopo che Caterina la Grande aveva concordato l’accesso di migliaia di contadini sassoni (che formarono il gruppo etnico dei Tedeschi de Volga) che avevano portato l’agricoltura ucraina ai livelli europei ed era diventata il granaio d’Europa scongiurando le periodiche carestie. Una curiosità. In questo periodo il Regno di Napoli aveva una grande flotta, paragonabile solamente a quella inglese. E il Re di Napoli costituì delle basi commerciali ad Odessa, in Ucraina, ove fra l’altro vi era una grande colonia greca. Fra i napoletani ed i pugliesi che vi si trasferirono vi era anche l’antenato di Michail Gorbaciov, come da lui riferito in un’intervista.

Come noto Nicola II e la zarina furono assassinati nel 1917. Con ‘avvento al potere dei Bolsceviki i rapporti si interruppero? In realtà no, perché come noto L’Alto Comando Prussiano aveva portato Lenin dalla Svizzera alla Russia e fornito le prime armi ai rivoluzionari, con ‘accordo di una pace separata. E così, puntualmente, avvenne. Uno dei primi atti del governo di Lenin fu firmare la pace con la Germania e ‘Austria-Ungheria.

Abbiamo il periodo di isolamento sovietico ma negli anni ’30 l’URSS si riapre al mondo. A parte i capitali statunitensi, giunsero immediatamente a Mosca degli addetti militari tedeschi. Il problema era che la Germania, sconfitta nella prima guerra mondiale, doveva avere un esercito alquanto ridotto sia come numero che come armamenti. Ma il recente governo NazionalSocialista voleva intraprendere a strada del riarmo, ma vi era il divieto delle “grandi manovre” militari. Così vi fu un accordo con l’URSS di Stalin. In cambio di locomotori ferroviari e macchinari da industria pesante, l’URSS avrebbe permesso al rinascente esercito tedesco di fare le grandi manovre in URSS. Cosa che avvenne. Motivo per cui lo Stato Maggiore tedesco acquisì tutte quelle informazioni che nel 1942 gli permisero di effettuare la travolgente avanzata sino alle porte di Mosca. Ma Hitler lo aveva già scritto nel suo Main Kampf e lo ripeteva nei suoi comizi: Il popolo russo doveva essere liberato dalla schiavitù imposta dal PCUS e creare così a est quell’immenso impero germanico che sarebbe stata la base per a conquista del mondo. Stalin ne era conscio di queste prospettive, ma ciò non gli impedì di avallare il patto Molotov-Ribentropp per la spartizione della Polonia. Salvo poi organizzare l’assalto alla Germania nel 1942, assalto anticipato dalle truppe germaniche che assalirono l’URSS. Nella sanguinosissima guerra dell’est però si compì un avvenimento tanto inaspettato quanto di grandi proporzioni. Parte delle immense quantità di prigionieri sovietici, arresisi alla Wermacht, chiedevano di arruolarsi per combattere l’URSS. L’Alto Comando germanico non poteva aspettarsi sorpresa migliore. Vennero istituiti “Governi in esilio” per le varie nazioni sotto il giogo sovietico (Russia, Ucraina, Estonia, Lettonia, Lituania, Georgia, Bielorussia) e vennero formati “Eserciti Nazionali” con ex-prigionieri e volontari raccolti sui vari territori. Questi combatterono al fianco germanico sino alla fine della guerra. Poi vi è una delle pagine più tristi della storia moderna. Le ultime divisioni di questi eserciti si arresero agli anglo-americani e costoro li consegnarono a Stalin. Il quale fece impiccare gli ufficiali e trasferire nei gulag della Siberia i militari. Fra questi anche un reparto di Cosacchi che si arese in Friuli e seguì la medesima triste fine.

Nel 1945 la Germania era divisa in 4 zone d’occupazione: ad est quella sovietica. Ad ovest quella statunitense, quella francese e quella inglese. Nel 1953 la parte orientale (sovietica) formò lo stato indipendente della DDR mentre i settori occidentali formarono l’RFT con capitale Bonn. La Germania orientale fu sino al 1989 il principale partner dell’URSS. Vi esportava tecnologia e ingegneri, sostenendo così la traballante industria sovietica.

Con il cosiddetto crollo del muro di Berlino, la Germania si riunificò mettendo sul tavolo delle trattative con gli alleati occidentali la situazione de facto. Nel 1989 un giovane ufficiale del KGB era di stanza in DDR e visse in prima persona l’unificazione tedesca. Rientrato in Patria dal 1992 entrò in politica e tanto velocemente quanto inaspettatamente (poiché non faceva parte dell’Intellighenzia del ex-PCUS) divenne presidente della Federazione Russa: Vladimir Putin.

I rapporti con la Germania non si interruppero. Anzi, i rapporti commerciali e industriali si svilupparono come non mai. Un solo esempio, a dimostrazione della lungimiranza commerciale tedesca, come la Russia si aprì ai rapporti con il mondo occidentale, le industrie automobilistiche tedesche aprirono in tutta la Russia dei concessionari che vendevano le automobili: Mercedes, BMW e Audi di seconda mano, in quanto la capacità economica dei russi all’epoca non permetteva l’acquisto di tali automobili nuove. Ottenendo così il vantaggio di conquistare il mercato, svuotare i parchi auto in Germania e così favorendo la vendita di auto nuove in patria. E quando i russi poterono comperare auto nuove sapevano già cosa comperare.

Ancora oggi la Merkel, che ha sostituito Khol, mantiene strettissimi rapporti con i governo di Mosca, garantendosi l’indispensabile gas russo, un mercato immenso ed in espansione, scambi di tecnologia con materie prime. Il tutto a vantaggio di entrambi i partner.

 

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