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Mithra: un Dio dalle molte vite (introduzione)

Voglio riportare qui su Stazione4 una mia ricerca sul Dio Mithra. La presenterò in due o tre parti in quanto è eccessivamente lunga per presentarla come singolo articolo.

Il Dio Mithra è una divinità, che come vedremo, nasce nella valle dell’Indo e quindi si sposta sugli altipiani iranici e quindi giunge nell’Impero Romano. Poiché il cristianesimo organizzato da Costantino e consacrato con il Concilio di Nicea nel 325, ha assunto a piene mani alla tradizione mitraica ed ai suoi riti, possiamo affermare che oggi le nostre funzioni religiose Cristiane ne sono una sua diretta emanazione. Anche la tradizione simbolica massonica ha ereditato non poco dal simbolismo mitraico. Ma non voglio anticiparvi nulla di tutto ciò in quanto lo potrete verificare dai prossimi articoli.

Quello che possiamo vedere ora è che la Chiesa Cattolica, nei secoli, ha fatto un grande sforzo per ottenebrare il ricordo di Mithra, proprio perché era palese l’eredità Cristiana da questa divinità. Per fortuna gli scavi archeologici e i ritrovamenti di antichi testi, dal ‘700 hanno portato alla riscoperta del grande Dio che per puro caso non fu scelto come divinità unificatrice della religiosità dell’Impero Romano. Fu scelto al suo posto un semisconosciuto Joshua ibn Nazareth (Gesù di Nazareth) e la sua setta ebraica fu portata in auge per un solo motivo: gli si poteva aggregare un testo, la Bibbia, che nel caso di Mithra non esisteva. Altro fattore fu il fatto che per partecipare ai riti di Mithra occorreva essere iniziati. Quindi ci sarebbe stata la questione di trasformare un rito iniziatico in una religione di massa. Benché Costantino fosse il Pontefice Massimo di questa religione, optò per la setta ebraica di Gesù. Anche perché, essendo semisconosciuto lo si poteva manipolare a piacere, cosa che avvenne.

Nel saggio che vi presenterò vi è un particolare che non è riportato. Sino a pochi mesi fa sii riteneva che si trattasse di un rito iniziatico riservato ai soli uomini. Recentissimi studi britannici hanno portato alla luce prove che anche le donne vi accedevano, ma separatamente dagli uomini, ossia vi erano incontri della congregazione riservati agli uomini ad altri alle donne. Forse questo perché i riti erano praticati la notte, e uscire di casa la notte non era consigliato alle donne. E quindi i riti per queste erano svolti di giorno.

Io non ho scritto un libro specificatamente su Mithra ma l’ho trattato sul mio libro: “Costantino. Il vero fondatore del Cristianesimo”. Per chi volesse approfondire l’affascinante argomento consiglio due testi: “La via della realizzazione di sè secondo i Misteri di Mithra” di Julius Evola e “Il Rituale di Mihtra” edito da Athanor.

Poiché il simbolismo che permea Mithra è basato sulle costellazioni, ho chiesto all’amico Alessandro Gatti, che fa parte del cerchio magico di Stazione4, di pubblicare un suo studio in merito, trattandosi di un esperto di questo arcano argomento.

Spendiamo qualche parola in merito alla bella immagine di copertina. Si tratta di un quadro di V. Goranov che rappresenta Mithra nell’atto simbolico di sacrificare il toro. Osserviamo che vi è il cane che lecca il sangue che sgorga dalla giugulare, il serpente che si avvicina alla ferita e lo scorpione che attacca i testicoli del toro. Come è facilmente intuibile si tratta di 4 costellazioni: toro, cane, serpente e scorpione. La morte rituale del toro, ritengo, significhi la fine dell’era del toro, il cane che si nutre del sangue, ove scorre la vita, ne assorbe lo spirito. L’azione dello scorpione è atta ad impedire al toro di potersi riprodurre. Però l’ottimo Goranov ha commesso due errori: Mithra piega indietro la testa del toro inserendo nelle narici del naso l’indice e il medio della mano sinistra, atto simbolico di cui non conosco il significato (forse impedirne la respirazione?) oppure ne afferra il labro superiore, atto non riportato nel quadro. L’altro errore è che il mantello di Mithra deve essere azzurro trapuntato di stelle. Invece è stato colorato di altra tinta e le stelle non sono presenti.

 

Una magnifica rappresentazione del rito

Atri simboli astronomici legati a Mithra sono le 12 costellazioni, il sole, nella rappresentazione di Apollo, e la luna, nella rappresentazione di Diana o Venere. Ma vi è anche, nei riti misterici di Mithra il sincretismo di Mithra con Phanes, l’Angelo-Dio creatore di questo mondo. Anche questo aspetto ho trattato nel mio libro dedicato a Costantino. Curiosa è la rappresentazione grafica di Phanes-Mithra creatore di questo mondo e dell’umanità ove la divinità ha un serpente che ne avvolge con le sue spire il corpo, come nella grafica classica è rappresentato il serpente dell’eden avvolto all’albero della vita o all’albero della conoscenza.

 

Phanes-Mithra alato e circondato dalle 12 costellazioni

Concludiamo questa breve introduzione osservando una delle più belle rappresentazioni del rito del toro che sono giunte sino a noi. Tutti i mitrei, ossia i templi sotterranei ove si svolgevano i riti mitraici avevano questa rappresentazione dietro l’altare. I mitrei più ricchi avevano meravigliose statue, altri rappresentazioni in terracotta, i meno abbienti solamente un affresco di scarsa qualità. L’importante era che i fedeli potessero ammirare questa scena, nel suo complesso, e ne assumessero gli insegnamenti. Prima astronomici, quindi simbolici e di conseguenza religiosi.

 

Il sacrificio rituale del toro

Osserviamo Apollo/Sole e Diana/Luna che osservano la scena, i 12 segni zodiacali che la circondano, i due tedofori: Cautes con la torcia innalzata e Cautopate con la torcia abbassata. Come vedremo si tratta di un simbolismo che perdura ancora oggi nelle logge massoniche e non solo. Infine abbiamo Mithra che sorge dalla roccia con la torcia in mano e porta la libertà e la conoscenza all’uomo. E così scopriremo come nasce e cosa rappresenta la nota “statua della Libertà”.

 

Mithra, con la torcia, che sorge dalla roccia

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