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Mura Poligonali gemelle.

Le mura poligonali sono solitamente cinte murarie o muri di contenimento realizzati con grandi blocchi di pietra magnificamente lavorati per essere incastrati perfettamente tra di loro da un numero imprecisato di lati (si arriva anche a diciassette per facciata ) di forma squadrata e geometrica o con curve di tutte le ampiezze possibili, ovviamente senza l’ uso di malte o leganti. Queste mura sono presenti in diversi luoghi del mondo: Giappone, Grecia, Egitto e Italia, ma i siti più famosi forse sono quelli presenti in Perù con le mura di Cusco, Ollantaytambo e le incredibile mura di Sacsayhuaman dalle dimensioni davvero imponenti. Tutti questi siti archeologici sparsi per il mondo hanno delle particolarità costruttive in comune, oggi prendiamo in esame ancora una volta le mura poligonali dell’ antica città di Cosa (Ansedonia, Toscana) per confrontarle con le mura poligonali del Perù e dimostrare come le caratteristiche e similitudini sono talmente tante che rilegarle come tutte coincidenze è il classico modus operandi di Zahi Hawasse, noto egittologo più da loggia che da museo. La prima comparazione non può non essere con le forme degli stessi blocchi, qua sopra riporto solo alcuni esempi di comparazione con foto da me scattate dopo aver visitato il sito di persona, e come si può vedere le forme dei blocchi, i tagli e le dimensioni a volte sono praticamente identiche a non lasciano dubbi al caso. Ovviamente lo stile è diverso, in Perù i lati sono molto più arrotondati e lasciati bombati nel lato frontale, ma questo è comprensibile, basta vedere le costruzioni delle case in due delle nostre regioni italiane, come ad esempio in Val d’Osta e in Puglia, per capire che luogo che vai materiale che trovi, senza contare la diversa mano o l’ evoluzione della tecnica in se. Ora andiamo a vedere le figure nascoste nelle mura.

Circa un anno fa avevo trovato nelle mura poligonali di Cosa quel che sembrano due figure di animali, una di un serpente e una di un puma ricavate tagliando e assemblando appositamente vari blocchi poligonali insieme, esattamente come la figura del serpente e del puma che si trovano nel muro poligonale della città di Cusco, Perù. In un secondo sopralluogo ho potuto trovare, anche grazie a due amici, un altra figura a forma di serpente nelle vicinanze dell’ altra. Le due figure trovate sono esattamente all’ ingresso dell’ entrata fiorentina di nord – ovest, quasi fosse un insegna per indicare le due direzioni, i due sentieri. La prima figura del serpente è rivolta con la testa verso l’ entrata della porta romana, nord- est, e la seconda figura è praticamente davanti ad essa, ma con la testa rivolta al contrario, a indicare l’ uscita. Le proporzioni sono le stesse, alla stessa altezza da terra, e non può essere un caso anche la forma della testa seguita da una serie di blocchi a formare una linea continua nella parte inferiore fino alla coda. In un muro poligonale? No! Non capita mai di vedere quattro o cinque blocchi che formano una linea continua senza un incastro evidente. Poi il puma, che da sempre anche a me è sembrato strano che il corpo nella parte finale fosse mozzato da un altro muro a 90 gradi, e grazie, lo hanno aggiunto dopo! Chiaramente romano, mattoni non poligonali e realizzato con malta e cemento, aggiunto in un secondo tempo per ridurre le dimensioni dell’ entrata.

Un altra curiosità che lega le mura poligonali italiane e le mura poligonali peruviane è la sbagliata attribuzione di chi le ha realizzate. In Perù, nonostante che tutti i racconti e testimonianze tramandate oralmente da secoli tra le popolazioni andine che affermano che gli Inca hanno trovato già belle e fatte queste costruzioni, si continua ad attribuirli sempre agli Inca. Ciecamente si ignora l’ evidente differenza di costruzione tra un edificio di sicura costruzione Inca e uno dei tanti incredibili muraglioni poligonali, dove la differenza è talmente evidente che non serve essere un esperto in architettura per capirlo, da le foto sotto caricate si può distinguere benissimo. Si passa da muri ed edifici costruiti con piccoli ciottoli incastrati alla meglio, a blocchi di svariate decine di tonnellate uniti tra di loro con giunture che tra un blocco e l’ altro non passa un foglio di carta, un puzzle pazzesco costruito, secondo le fonti ufficiali, strofinando pietre più dure fino al raggiungimento della forme. Da pazzi solo pensarlo. E per l’ Italia è la stessa cosa, ci sono molti siti archeologi con queste mura poligonali incredibili attribuiti agli Etruschi sparsi per il centro Italia, e anche qui si ignora l’ evidente differenza di costruzione con altri siti di sicura provenienza Etrusca. Senza contare minimamente il fatto che non avevano la tecnologia per farlo, infatti gli antichi romani che di sicuro erano tecnologicamente avanzati confronto agli Etruschi, riutilizzavano questi blocchi riducendo le dimensioni per il ridurre il peso e squadrandoli per un più facile posizionamento. Accanto un bell’ esempio di come proprio gli antichi romani in qualsiasi parte dell’ impero costruivano sempre in egual modo, e come è possibile che invece in Perù a distanza di un chilometro si trovano queste evidenti differenze di costruzione?

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Written by Luca Zampi

Appassionato da sempre dalle antiche civiltà del nostro passato, oggi in cerca di prove su una possibile origine comune, una civiltà globale che ha lasciato traccia di sé attraverso costruzioni megalitiche, reperti antichi con le stesse lavorazioni dei materiali, miti e leggende varie. Una visione alternativa della nostra storia attraverso l'analisi dei fatti , documenti e comparazioni fotografiche in grado di far luce ai tanti tabù e misteri che circondano queste antiche civiltà sparse per il mondo.

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