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Si amplia il sostegno al governo EU

Ursula von der Leyen
Ursula fon der Leyen

Il Presidente del Parlamento Europeo, l’italiano David Sassoli (PD area ex-DC) ha comunicato che il gruppo dei Verdi-Popoli Europei è entrato organicamente a far parte della maggioranza che sostiene la Commissione Europea (Governo), presieduto da Ursula von der Leyen.

Sinora la Commissione è stata sostenuta dai Popolari (Merkel), Socialisti e Democratici (Sanchez), Liberaldemocratici (Macron) ed ora si aggiungono i Verdi. Cosa comporta ciò? In realtà si tratta solamente di una ulteriore partita di spartizione di poltrone di sottopotere in quanto la maggioranza era già sufficientemente ampia.

Chi rimane all’opposizione? I Conservatori e Riformisti (Meloni), dagli Identitari (Salvini-LePen) e dalla galassia dell’estrema sinistra – Verdi di sinistra del gruppo GUE/NGL.

I Verdi, neo governativi, in realtà dalle elezioni del 2019 hanno già quasi sempre votato a favore delle proposte governative, ora sono legittimati nella posizione di pretendere poltrone di sottogoverno. Da chi è composto questo gruppo? Ovviamente da vari partiti e movimenti verdi più o meno moderati che costellano le varie nazioni, ma soprattutto i Vert francesi ed i Gruene tedeschi. Due partiti di un certo rilievo e peso politico. Inoltre vi sono i resti del Partito Pirata che anni addietro ebbe una certa risonanza, il Movimento Volt (una sorta di liberal in salsa europea), ma vi sono anche i partiti nazionalisti, indipendentisti e regionalisti europei, che non potendo fare gruppo autonomo, sin dagli anni ’90, compongono il gruppo assieme ai verdi. Abbiano il Partito Nazionale Scozzese, il Plaid Cymru (Gallesi) ed i Catalani spagnoli. Non hanno rappresentanti ma fanno parte di questa componente gli spagnoli dei movimenti regionalisti Andalusiani, Baschi, Galiziani etc ed un movimento separatista delle Fiandre Belghe. I francesi dei movimenti della Corsica e della Bretagna. Tutti movimenti che hanno le più disparate ideologie alle spalle: dal moderatismo alla liberal-democrazia, dalla social–democrazia al nazionalismo localista. L’unico obiettivo comune è di far sentire la voce delle loro “piccole patrie” in Europa.

Pertanto la Ursula von der Layen oggi sarà appoggiata da una galassia che spazia dai moderati a varie declinazioni del centrismo, dai socialdemocratici ai Socialisti, dai verdi ecologisti ai rappresentanti dei più disparati particolarismi. Lasciando all’opposizione, come detto, solamente quei partiti e quei movimenti che vengono identificati come nazionalisti, conservatori e post-comunisti.

Riuscirà la Baronessa Ursula von der Layen (titolo acquisito per matrimonio e non per sangue) a tenere assieme questa sorta di Circo Barnum? Probabilmente si, in quanto se andiamo a vedere la sua storia personale, a parte sposare il rampollo di una delle più antiche e blasonate famiglie tedesche, fece rapida carriera politica sino ad arrivare ad insidiare la poltrona della Merkel al congresso della CDU. Ma la Merkel, vecchia volpe, rivinse il congresso e si tenne ben stretto il partito. E la Ursula venne eletta al Parlamento Europeo per fare esperienza ed attendere che la stella dell’amica/nemica Angela iniziasse la fase discendente. Ma essendo, la Ursula, donna di grandi ambizioni, riuscì, sgomitando e grazie all’interesse peloso della Merkel, ad ottenere l’ambitissima poltrona di Presidente della Commissione Europea. Con il vantaggio di avere grande visibilità, anche in Germania, parlare alla pari con la Merkel e prepararsi al grande balzo in patria.

Ma le cose cambiano tanto rapidamente quanto inaspettatamente. Il virus cinese, la crisi, il calo elettorale della CSU/CDU, la crisi economica… ed ecco che la Ursula lascia volentieri la poltrona ormai bollente di Berlino ad Angela e si tiene ben stretta quella di Bruxelles. Nel frattempo i Gruene (verdi) tedeschi hanno superato l’SPD (socialdemocratici) e quindi ecco la mossa vecchia politica. Coinvolgere i Verdi nel governo europeo, così magari allentano la morsa in Germania. Inoltre la Ursula fa un grande piacere all’amico Macron, il quale sta vedendo il suo partito (EnMarche) sfaldarsi ogni giorno con dimissioni e defezioni, cosicché un appoggio dei Vert sarà il benvenuto.

Belli i tempi quando ci narravano della serietà dell’Europa e che a Bruxelles non avremmo mai assistito ai maneggi tipici della politica italiana anni ’70 e ’80. A noi pare che quelli che avvengono in Europa sono quantomeno simili se non peggiori.

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