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STELLE NASCOSTE: Ofiuco

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Pressoché in tutte le culture del Mondo, è diffusa l’idea che il destino degli uomini sia intrecciato alle stelle. L’astrologia va ben oltre l’oroscopo da rotocalco, dato che da secoli è materia celata tra i risvolti della scienza e delle dottrine filosofica e religiosa. Anche molti monumenti antichi esprimono questo legame tra il piano terrestre e la dimensione celeste, e l’archeologia, in tempi moderni ha scoperto inequivocabili corrispondenze negli allineamenti e nella costruzione di molti edifici rispetto a talune costellazioni o astri.

Una teoria poco nota afferma che anche l’apparizione dell’uomo sulla Terra sia un segreto custodito dalle stelle; essa sostiene infatti, che le “12 Tribù” di Israele citate nella Bibbia debbano intendersi in realtà come le 12 tribù interplanetarie che in un tempo remoto colonizzarono il Mondo; ciascuna di esse proveniente da un luogo della galassia precisamente individuato dalle 12 rispettive costellazioni che compongono lo Zodiaco.

A proposito delle 12 tribù bibliche è interessante accennare allo studio che condusse Arthur Koestler e che fu pubblicato negli anni ’70 con il titolo “La XIII Tribù. Storia dei cazari dal medioevo all’Olocausto ebraico” . Questo libro non mancò di suscitare un acceso dibattito: egli afferma che il popolo dei cazari che mossero da un ampio territorio caucasico situato tra il Mar Caspio e il Mar Nero, crearono un grande impero in medioriente e, intorno al VII sec. d.C. abbandonarono lo sciamanesimo per convertirsi in massa alla religione ebraica. Il motivo di tale conversione non fu propriamente di fede, ma piuttosto strategica, per sfuggire alla morsa dell’Islam e del cristianesimo. Seguendo il filo dei ragionamenti dell’autore, possiamo scoprire l’origine nascosta dell’elite sionista, tanto discussa nel mondo complottista, di quell’ebraismo bianco, e dunque non di ceppo semitico, che nei secoli successivi alla caduta dell’impero cazaro si irradiò in tutta Europa, occupando i vertici del potere economico e dell’aristocrazia.

Rispetto a queste ultime considerazioni, che si riferiscono alla XIII tribù nascosta, ho trovato delle curiose analogie negli ordinamenti celesti, che proverò a riassumere in questo video.

Ogni anno il Sole compie il proprio percorso apparente rispetto alla Terra che è noto come eclittica. La fascia celeste al cui centro passa l’eclittica è ciò che noi chiamiamo “zodiaco” ed i gruppi di stelle che fanno parte di questa fascia sono state notoriamente suddivise nelle 12 costellazioni chiamate: Capricorno, Acquario, Pesci, Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione e Sagittario; ma la cosa che forse non è nota a tutti è che, in realtà, a questi 12 segni andrebbe aggiunta una XIII costellazione. Dal 30 novembre al 17 dicembre, infatti, in un periodo che è posto ufficialmente a cavallo tra il segno dello Scorpione e quello del Sagittario, si trova la costellazione chiamata “OFIUCO”, o detta anche del “Serpentario” e che, forse per ragioni di semplificazione nella ripartizione dell’anno solare, ma anche per motivi non del tutto chiariti, da secoli è stata “cancellata” dall’astrologia. Va detto che il conteggio complessivo delle costellazioni individuate nell’astronomia ammonta ad 88, ma solo 12 di queste appartengono alla citata fascia dell’eclittica. Curiosamente dunque, come la XIII tribù di Israele è stata per secoli nascosta dalle cronache, così l’ofiuco – o il serpentario è a tutti gli effetti la tredicesima costellazione dello zodiaco astronomico.

La costellazione dell’Ofiuco è identificata con il “medico celeste”, l’immagine raffigura un uomo che tiene con la mano sinistra la testa, e con la destra la coda di un serpente. La costellazione del Serpente, è l’unica di tutte le 88 costellazioni ad essere divisa in due ed una di queste parti è appunto l’Ofiuco.

I Greci identificarono Ofiuco con Asclepio (nell’adattamento latino Esculapio), il dio della medicina. Secondo la mitologia, Asclepio uccise con il suo bastone un serpente che si stava avvicinando al corpo senza vita di Glauco, figlio di Minosse. Allora si fece avanti un altro serpente con in bocca un’erba che depose sul corpo di quello morto, che magicamente ritornò in vita. Asclepio prese la stessa erba e la pose sul corpo di Glauco, e l’effetto magico si ripeté.

Zeus rese Asclepio immortale facendolo diventare un “dio minore” e tramutandolo nella costellazione di Ofiuco.

Il serpente è il simbolo del recupero della rinascita per la sua caratteristica di cambiare pelle ogni anno. Il “medico celeste” non ha solo le virtù del guaritore, ma incarna, anche nella figura di Asclepio un potere ben più grande, che è quello di restituire la vita, della resurrezione.

La figura del greco Asclepio indubbiamente è frutto della rielaborazione di una più antica tradizione egizia, anch’essa associata alla costellazione del Serpentario.

La missione del Saqqara Geophysical Survey Project, guidata dall’archeologo inglese Ian Mathieson, sembra abbia ritrovato, nei pressi della piramide a gradoni di Djoser, il faraone della III dinastia, la tomba del leggendario Imhotep, venerato come dio delle scienze e della medicina.

Storicamente Imhotep fu un sommo sacerdote egiziano del dio sole Ra ad Heliopolis, vissuto intorno alla metà del 2.700 a.C., egli è considerato l’architetto che progettò la famosa e più antica piramide a gradoni di Saqqara per il faraone Zoser. La sua figura di sapiente è descritta in modo multiforme come poeta, giudice, ingegnere, mago, scriba, astronomo, astrologo e medico, ma nei secoli successivi alla sua morte Imhotep venne divinizzato ed in molti templi furono costruiti degli altari per la sua venerazione. In qualità di “costruttore” della prima e più antica piramide Imohtep riveste un ruolo molto importante nella simbologia massonica ( e a questo proposito c’è una vasta letteratura che collega le logge agli antichi ordini osiridei degli ierofanti egizi), come architetto gli viene attribuita anche l’invenzione della colonna portante, e non possiamo escludere la sua interferenza nella simbologia delle due colonne dette Jakim e Boaz, che sono un simbolo ricorrente della massoneria.




Ma è forse ancor più significativa e ricca la personalità di Imohtep sacerdote di Ra e “guaritore”. Alcune fonti riferiscono che curò la propria moglie Apopi da una terribile malattia agli occhi salvandole la vita. Appare evidente la correlazione simbolica con il “serpente” Apopis che ogni notte minaccia il viaggio della barca solare, guidata da Osiride e difesa dal fratellastro Seth, Il serpente mostruoso Apopis che rappresenta le tenebre e dimora nei mondi inferi, dev’essere affrontato anche nell’aldilà dal defunto, come descritto nel celebre “Libro di Toth” o “Libro dei Morti”. Imohtep è dunque il sacerdote che al pari del greco Asclepio, custodisce la conoscenza per vincere la morte e il serpente Apopis che racchiude in sé la tenebra dell’abisso e quella del cielo. E la costellazione di Ofiuco, detta anche del Serpentario è l’unica costellazione che presenta dei riferimenti ad un uomo realmente esistito e famoso per aver fondato la medicina egizia, divenendo il primo uomo di scienza ricordato dalla Storia.

Questa XIII costellazione “nascosta” che come abbiamo visto racchiude un’affascinante storia, non esaurisce i suoi misteri nelle tradizioni narrate dal mito egiziano e greco, ma Ofiuco ci riserva un’ulteriore sorpresa, nella quale curiosamente si incontrano la scienza e il mito.

Scoperta nel 2004 tra le stelle del Serpentario, l’asteroide 99942 chiamata – pensate un po’ – “Apophis” è da tempo una delle minacce più inquietanti per il pianeta Terra. Chiamato come il serpente delle tenebre dell’antico Egitto, questo asteroide misura 320 metri di diametro ed è uno degli oggetti celesti che ha creato più apprensione tra gli scienziati, dato che i primi calcoli prevedevano una possibilità su 37 di impatto col nostro pianeta, nella data del 13 aprile del 2029. Calcoli successivi hanno tuttavia ridotto di molto questo rischio, e ora sappiamo che passerà in relativa sicurezza a una distanza di 37.600 chilometri dalla Terra, che dal punto di vista astronomico è un’inezia, dato che la Luna, ad esempio, dista a circa 380.000 chilometri.

Inoltre, Ofiuco contiene una delle stelle più vicine alla Terra (distante circa 6 anni luce), ma invisibile ad occhio nudo essendo una debole “nana rossa”. Questa stella mostra il più grande moto proprio rispetto ad ogni altra stella conosciuta (a parte il Sole), pari a 10,3 secondi d’arco all’anno. La stella di Barnard possiede una massa del 16% di quella del Sole, e una luminosità molto inferiore, dovuto al fatto che rispetto al sole e più vecchia di qualche miliardo di anni.

Tra gli anni sessanta e settanta, l’astronomo Peter van de Kamp sostenne che vi erano uno o più giganti gassosi in orbita attorno ad essa, e anche se successivamente l’ipotesi venne confutata, ad oggi è tuttavia aperta la possibilità dell’esistenza di piccoli pianeti terrestri, tanto che uno di questi pianeti di massa tripla rispetto alla Terra, è stato scoperto nel 2018, prestandosi ad innumerevoli congetture sulla possibilità che questo sistema solare possa ospitare forme di vita o che in passato ciò sia stato possibile.

Vi lascio al vostro fantasticare e alla vostra voglia di approfondimento, che magari serviranno a capire se esiste una qualche relazione tra i popoli terrestri e le costellazioni, tra le piramidi e il segreto dell’immortalità, tra le XIII tribù dimenticata o forse nascosta nella storia dell’ebraismo e la XIII costellazione dell’Ofiuco, oppure se al contrario, intrecciando i fatti, la verità si smarrisce nella fantasia di stravaganti coincidenze.

Un saluto e alla prossima.

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Written by Paolo Dolzan

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