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Stirpe cornuta e dove trovarla – pt1

Fin da bambino avrei voluto vivere in un mondo abitato da creature fantastiche e mostruose come nelle leggende. In onore a quel bimbo vorrei porre una domanda a chiunque stia leggendo questo articolo, è possibile che un tempo la terra fosse abitata da creature appartenenti ora solo al mito e al folklore? Io credo di sì.

Mohenjo-daro (sigillo 357) civiltá della valle dell’indo

Cercherò di insinuare un primo tassello a favore di questo pensiero partendo da uno dei più antichi racconti che l’umanità abbia a disposizione.
L’epopea di Gilgamesh narra le peripezie del quinto re di Uruk, da prima bramoso di rimanere indelebile nella storia venne poi mosso dalla ricerca per l’immortalitá a seguito del decesso di Enkidu, il suo più fedele compagno di avventure. Quest’ultimo venne plasmato da una dea che lo rese divino, selvaggio nei comportamenti e nell’aspetto, posto a fianco di Gilgamesh per eguagliarlo e placarne i comportamenti nocivi nei confronti del suo popolo. Enkidu prima di assimilare usi e costumi della civiltá di Uruk visse allo stato brado nelle praterie in armonia con gli animali che vi vivevano. Il suo stesso corpo,umano solo in parte, presentava dal ventre in giù sembianze taurine come anche le orecchie, dalle tempie sporgevano due robuste corna e proprio su queste intendo focalizzare l’attenzione. Sarebbe possibile incontrare al giorno d’oggi esseri umani dotati di queste armi proprie del regno animale? Sembra incredibile ma la risposta è sì!
Il fenomeno di cui vi voglio parlare si chiama corno cutaneo (cornu cutaneum), tutt’ora poco compreso annovera sotto la sua denominazione casi molto diversi tra loro, riconducibili a molteplici cause. Tecnicamente un tumore cheratinoso della pelle dovuto spesso ad un’alta esposizione solare, nella maggior parte dei casi benigno, è composto appunto da cheratina, proteina costituente dei capelli, peli e unghie. Il corno si sviluppa nelle zone più disparate del corpo e nella maggior parte dei casi risulta di facile asportazione tramite chirurgia, si ha un’incidenza maggiore oltre i 60 anni e nelle donne, resta un fenomeno raro ancora di più se si fa riferimento ai casi inerenti alla sola testa.
Porto di seguito due casi emblematici e nella loro unicità… Belli. Ho invece preferito scartare tutti i casi dove fosse evidente un disagio notevole, tramite una veloce ricerca è comunque possibile imbattersi in diversi aspetti del fenomeno in questione.

Il primo individuo che vi porto all’attenzione è conosciuto solo col nome di Wang oppure Weng, contadino cinese del Manchukuo fu scoperto nel 1930 circa da un banchiere espatriato che nei suoi viaggi ebbe modo di incontrare altre persone con questa peculiaritá fisica. Wang sparí poi dalla circolazione e non se ne fece più caso. Il corno cresceva nella parte posteriore della testa e la lunghezza annoverata è di 35cm.

Zhang Ruifang dal villaggio Linlou (provincia di Henan), nel 2010 all’età di 101 anni ha sviluppato un corno di 5 cm nella parte sinistra della testa e quasi simmetricamente a destra un piccolo bozzo scuro preludeva ad una seconda crescita che peró non è avvenuta. Qualche anno dopo la signora è caduta fratturandosi il corno che in seguito ha iniziato a crescere ma ricurvo verso il basso fino a raggiungere 10cm.

Ecco con questo mio primo articolo ho voluto lanciare una provocazione, il patrimonio genetico di antiche creature potrebbe riecheggiare oggi in alcuni di noi?

Un saluto, Lorenzo

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Written by Lorenzo Branca

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