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Stirpe cornuta e dove trovarla – pt3

In questo articolo voglio parlare di Cernunnos, divinità celtica legata all’abbondanza e alla fertilità, signore degli animali selvaggi e domati, inoltre non é da escludere che esercitasse un potere persino su l’oltretomba e sui cicli temporali. Cernunnos è un nome ricavato dal Pilier des Nautes o Pilastro dei Barcaioli, un monumento creato da quest’ultimi probabilmente in onore a Giove su cui raffigurarono un nutrito gruppo di divinità appartenenti al pantheon gallo-romano. Qui Cernunnos, in prospettiva frontale, appare calvo, barbuto, con orecchia e corna di cervo inanellate con due torques.

Pilier des Nautes, Cernunnos

Le corna di cervo o palchi simboleggiano vigore, bellezza e aggressività sessuale, caratteristiche appartenenti all’ animale a cui tipicamente appartengono. Vi é inoltre una similitudine con il ciclo vita-morte-rigenerazione, infatti durante la stagione degli amori le corna crescono sul capo del cervo maschio, armi di combattimento e seduzione, per poi cadere in primavera lasciando solo due bozzi, e così di anno in anno.
Cernunnos significa “colui che ha le corna” o “con le corna appuntite”, a testimonianza di questi significati abbiamo svariate immagini, tra cui la prima, mentre la prossima é l’incisione rupestre di Paspardo, in Val Camonica. La divinità appare gigante, sulle braccia porta dei torques e sulla testa svettano due ramificati palchi, ad accompagnare vi è un piccolo accolito col pene eretto e un serpente con corna di ariete. È il caso di dire che in Lombardia sono stati rinvenuti degli scheletri di dimensioni gigantesche, potrebbero questi resti appartenere al Cernunnos inciso sulla nuda roccia o a qualche suo simile? L’ipotesi più attestata é quella che l’ imponenza del dio rispetto all’ altro raffigurato ne esprima la sudditanza del secondo.

Cernunnos, incisioni rupestri a Paspardo, Val Camonica


Su un rilievo a Reims Cernunnos compare con le gambe incrociate e affiancato da Apollo e Mercurio, in grembo una sacca rilascia monete miste a grano che cadendo vanno a nutrire un Toro e un Cervo sottostanti, vi è poi un topo appostato nel timpano in cima il quale sembrerebbe esprimere un legame col mondo dei morti. La particolare postura sottolinea la vicinanza del dio al suo popolo, i Celti della Gallia usavano mangiare seduti come Cernunnos in questa immagine. Viene poi posto un paragone con la più tipica delle posizioni yoga, quella del loto. Il contenuto tracimante della sacca esprime abbondanza, mentre i due esemplari che vi si saziano confermano il ruolo di dio degli animali, appartengano essi allo stato brado o a quello di domesticazione.

Cernunnos con Apollo e Mercurio, Reims


Conosciamo un’equivalente femminile del dio celtico, da Besançon ora al British Museum e dal Puy-de-Dôme ora al Musée de Clermont-Ferrand, queste statuette di bronzo ritraggono dee con corna di cervo. Rare rispetto alle immagini maschili promuovono un quesito obbligatorio, potrebbero le corna essere sinonimo di potere a prescindere dall’individuo che le porta?


A Vendoeuvres, i palchi di Cernunnos sono stretti da due bambini in equilibrio su due serpenti con una probabile testa umana. La posizione delle gambe e la sacca ripiena sono i medesimi simboli visti precedentemente.

Cernunnos e due bambini, Vendoeuvres


A Cirencester il Dio Cervo é raffigurarato con due grandi serpi al posto delle gambe, questi rettili hanno la lingua fuori e anche qui due grosse corna da ariete, vi sono delle borse con monete d’oro a fianco della testa di Cernunnos. I serpenti ritornano frequentemente ad accompagnare questa divinità per sottolinearne il legame con la rigenerazione, e altrettanto spesso posseggono corna simili a quelle del caprone. Anche qui la presenza di ricchezze simboleggia l’abbondanza.

Cernunnos con gambe serpentiformi, Cirencester


A Petersfield, nell’ Hampshire, una moneta celtica d’argento mostra Cernunnos e tra le sue corna una ruota solare, questa possiede numerosi significati tra cui potenza ed energia, ma anche lo scorrere del tempo, quindi di conseguenza si fa ritorno al concetto triplice della rigenerazione, ma anche alla ciclicità delle stagioni, del giorno e della notte.

Moneta raffigurante Cernunnos


Vi sono svariate altre raffigurazioni di questa divinità, una tra tutte il calderone di Gundestrup, su questo particolare reperto porterò un articolo in seguito dato il grande carico simbolico al suo interno, é inoltre presente un interessante parallelismo con un’altra antica immagine ritrovata in India.

Cernunnos sembra abbracciare un vastissimo potere che in epoche lontane si sarebbe potuto sintetizzare nel concetto di esistenza, persino ora affonda nei principi cardine di quest’ ultima, ecco forse sorgere una visione del dio cervo come padre dell’ umanità o almeno parte di essa.

Un saluto, Lorenzo

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Written by Lorenzo Branca

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