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The real Crops

Cerchi nel grano.

Premessa.

Tra qualche mese sarà primavera e immancabilmente torneranno ad apparire i cerchi nel grano nei campi di tutto il mondo, anche se la stragrande maggioranza dei pittogrammi appare nel sud dell’Inghilterra. Un fenomeno straordinario che da diversi decenni divide l’opinione pubblica su chi li realizza. Da una parte ci sono le solite istituzioni che pur di mantenere una spiegazione “terrena” sono capaci di scendere nel ridicolo attribuendoli da prima ad animali selvatici, poi a dei simpatici nonnini, dall’altra parte c’è chi afferma che a realizzare questi disegni non sono gli esseri umani, ma sono messaggi sotto forma di pittogrammi lasciati dai nostri fratelli cosmici. Con questo articolo non voglio convincere nessuno né da una parte né dall’altra, ma solo contribuire a schiarirsi le le idee e porsi qualche domanda.

La storia.

Queste meraviglie apparvero, come si può verificare dagli articoli originali dei giornali locali, centinaia di anni fa, precisamente nel 1678, e tutti gli agricoltori del posto capirono subito che c’era qualcosa di strano in quelle formazioni nei campi, avevano una forma circolare troppo perfetta per essere frutto del caso, e le spighe erano curvate a terra in perfetta simmetria tanto che ai loro occhi sembravano esser state pettinate, in brevissimo tempo queste formazioni vennero così attribuite al demonio.

I contadini dell’epoca avevano una sola certezza: sapevano molto bene che tra di loro nessuno mai avrebbe fatto dei danni al raccolto. Solo nei primi anni 70 cominciarono a uscir fuori le prime foto scattate dall’alto, successivamente poi anche da terra. Da quel momento iniziò così la vera campagna di disinformazione. Sono stati i ricci in calore! Si, sembra assurdo ma le fonti ufficiali dissero anche questo, per passar poi ad animali più grandi o una spiegazione ancora più assurda, e cioè strane forze elettromagnetiche che, grazie a corsi d’acqua sotterranei, agiscono sulle spighe e le piegano a terra sino a realizzare i complessi disegni. Le cose cominciarono a cambiare quando il fenomeno si evolse in cerchi e forme sempre più complesse, come ad esempio nel pittogramma della seconda foto in basso, che non a caso simboleggia l’unione tra cielo e terra.

A questo punto cominciava ad essere un po’ difficile continuare a sostenere che fossero animali o il magnetismo a realizzare questi cerchi, sembra quasi che chiunque li realizzasse alzava l’asticella della complessità ogni volta che le autorità li attribuivano a qualche animale selvatico. A parte la complessità del disegno in sé, sono realizzati in tutte le colture possibili: colza, carote, fave e granturco, colture ancor più difficili da utilizzare confronto al grano (coltura usata per il 90% dei casi) per la mancanza di steli o per l’eccessivo spessore, il granturco infatti arriva ad avere un diametro anche di 6 cm.

Poi la macchina della disinformazione se ne uscì con la scoperta del secolo, finalmente erano stati individuati gli autori dei cerchi nel grano: due arzilli vecchietti che solo con un bastone e una cordicella avevano fatto tutto da soli, al buio e in tutto il Regno Unito! Evito di commentare questa grande scoperta per decenza intellettuale. Come se non bastasse tutto ciò a screditare i due nonnini nel corso degli anni cominciarono ad apparire in ogni luogo del mondo, pur mantenendo sempre le stesse caratteristiche in quanto a forme, dimensioni e formule matematiche. Come ho detto poche righe sopra non voglio infierire su questi due teenagers, sarebbe come sparare sulla croce rossa, quindi leggetevi questo premio Pulitzer e giudicate da voi. A me basta osservarli.

Tutti i cerchi nel grano ritenuti autentici, sono realizzati usando ogni sorta di elementi matematici. Tanto per citarne alcuni vengono utilizzati la geometria e la proporzione aurea (Phi 1,618), Pi greco, geometria frattale, codice binario, codice Ashi, cerchi sfalsati e tecnica 3D. Sono passati dalla simbologia che gli antichi conoscevano più che bene, all’astronomia prevedendo grandi eventi catastrofici che poi puntualmente si sono avverati, fino ad arrivare ad alcuni pittogrammi odierni di origine spirituale.

Gli effetti.

Premesso che non esiste un falso se prima non c’è un originale, andiamo a vedere alcuni dettagli di come gli studiosi seri scartano subito i veri Crop Circle dai falsi. Nei cerchi reputati veri, le spighe non solo cadono in una sequenza vorticosa (motivo per cui nel 1600 li attribuivano al demonio), ma hanno delle caratteristiche uniche e inconfondibili. Le spighe abbassate che riguardano il disegno non sono mai spezzate, ma sembra come se si fosse scaldato il primo anello, o nodo, fino a farlo esplodere o rigonfiare, e nonostante tutto continuano a crescere in orizzontale senza seccare, e questo solo nel grano che comunque ha steli sottili e morbidi, pensate la difficoltà che occorrerebbe per piegare colture di fave o di mais con gambi di più di 6 cm. di spessore. Come si vede nella prima foto in basso, osservando da vicino una spiga di un cerchio appena formatosi, si è scoperto che tutti gli insetti presenti nel cerchio in quel momento risultavano saldati alla pianta, come se un forte calore o una scossa elettrica li avesse uniti in un istante.

Un’altra prova che esclude la mano dell’uomo per la realizzazione di questi cerchi, sono le innumerevoli analisi di laboratorio che alcuni ricercatori hanno fatto eseguire su alcuni semi prelevati all’interno dei cerchi. Hanno scoperto che non solo i semi subiscono una trasformazione di tipo molecolare, già questo basterebbe per un TSO obbligatorio allo scettico di turno, ma crescono tre volte tanto confronto a semi prelevati all’esterno del cerchio. Un’altra caratteristica incredibile riscontrata al centro delle formazioni ritenute autentiche, sono le trecce e cipolle che possiamo vedere grazie ad alcuni fermi immagini presi dal canale Youtube “Secureten”. Io non sono un esperto di trecce, non ho mai lavorato il vimini o intrecciato fiori, ma posso immaginare la difficoltà nel realizzarli, ci vorrebbero ore solo per farne uno, e ricordo che queste formazioni appaiono dal giorno alla notte, non è mai successo di vederne uno incompleto nonostante le pochissime ore di buio che ci sono in quel periodo.

E se tutto questo ancora non bastasse a far cadere tutti i muri alzati dallo scettico, andiamo a vedere anche la disposizione delle spighe una volta cadute a terra. Se tralasciamo la complessità del disegno principale, solo disporre le spighe in questo modo richiederebbe moltissimo tempo di lavoro extra. Come si può pensare che dei bricconcelli di 70 anni al buio, di fretta e con delle semplici tavolette con corde, non solo non piegano mai una spiga fuori dal cerchio, non solo sono invisibili alle centinaia di contadini che perlustrano i campi di notte per evitare perdite di raccolto, ma si divertono anche a fargli le treccine e le cipolle come fossero capelli!

L’effetto fantasma.

Ci si è accorti di questo fenomeno quando una mattina d’inverno un pilota di Piper (un aeroplano privato leggero) volando sopra un campo congelato ricoperto di brina ha notato una figura impressa nel ghiaccio, figura che conosceva molto bene perché apparsa l’anno precedente, e ci mise poco a collegare le due cose. Da questa fortuita scoperta si è cominciato a far caso a questo strano fenomeno, sorvolando i campi in cui erano comparsi cerci negli anni precedenti, confermando così l’accaduto. Venne così chiamato con il nome di “effetto fantasma”. Questo fenomeno consiste nel vedere impresso in un manto bianco, ma anche nel verde dell’erba come vedremo più avanti, un pittogramma apparso l’estate precedente. Nei casi come quello del pilota di Piper, quindi per contrasto tramite scongelamento, sembra come se una fonte di calore venga emessa dal terreno esattamente dove sono state abbassate le spighe in precedenza, rivelando la figura dell’anno precedente. Nella foto in basso vediamo un classico esempio di una formazione fantasma con il ghiaccio.

Prima di andare a scoprire le possibili cause che provocano questo singolare fenomeno, vediamo quel che ai miei occhi rimane ancor più incredibile dello scongelamento, l’inverdimento! Se per il primo caso di “ghost” la figura riaffiorava per il contrasto del bianco, in questo secondo caso il “fantasma” si distingue grazie ad alcuni steli di colore più intenso, più verde, come fossero piante diverse seminate appositamente, oppure, in altri casi invece tutto il contrario, il disegno si distingue perché mancano gli steli dove dovrebbero esserci le spighe abbassate. Questi sono tre casi diversi di come si ottiene lo stesso risultato, può essere una coincidenza? può essere invece creato ad Hoc per diffondere la solita disinformazione? Questo fenomeno dell’effetto fantasma a mio giudizio è uno, se non il primo, punto di forza della tesi non umana.

Se analizziamo velocemente, e aggiungo anche banalmente, i tre diversi metodi di apparizione, ci si accorge che volendo rimanere a tutti i costi in una spiegazione umana si scende sul ridicolo e forse, con poche ma giuste domande, ci diamo la risposta da soli senza consultare nessun esperto del settore. Primo caso, è ipotizzabile che qualcuno di notte si mette a scaldare un disegno di decine e decine di metri quadrati, anche qui al buio con tutte le difficoltà del caso, solo per volarci sopra la mattina successiva con un aereo e fare così la grande scoperta? Per me è da folli, ed è da folli pensare a qualsiasi altro motivo, usando l’acqua o le fiamme. Seconda tecnica, l’inverdimento! Qui che succede, i soliti due vecchietti arzilli la sera, oltre che a farne di nuovi, si mettono anche a concimare i terreni altrui? Non è che ci siano molte altre spiegazioni, l’ipotesi di piantar semi diversi è ancora più allucinante. Anche qui se ci pensiamo ogni altra spiegazione non ha senso, solo ricordarsi dove erano posizionati è pressoché impossibile. Pensare che qualcuno scongeli il ghiaccio la mattina e concimi i campi la notte non penso sia una spiegazione plausibile, possibile e veritiera per l’apparizione di queste formazioni. Per non parlare della terza tecnica, la mancanza di semi o una estirpazione volontaria, tutto questo a voler ricalcare il vecchio disegno, assurdo, non penso ci sia bisogno di aggiungere altro.

La trasformazione.

Ora entriamo nel dettaglio e scopriamo che per fortuna ci sono molti ricercatori indipendenti, e anche una parte di istituzioni accademiche, che hanno eseguito, e continuano ad eseguire, vari studi sulle piante e sui semi prelevati all’interno di un cerchio ritenuto autentico. Senza scendere nello specifico per mancanza di competenze, posso sottolinearvi però tre aspetti fondamentali che subiscono queste piante interessate dal fenomeno: i semi subiscono una trasformazione a livello molecolare; crescono tre volte più velocemente; le spighe non sono piegate come evidenziano le foto in bianco e nero, ma curvano all altezza del primo nodo continuando a crescere poggiati nel terreno. Vi ricordate le mosche rimaste saldate sulla pianta? Alcuni nodi sembrano scoppiare come se una forte fonte di calore si sprigionasse all’interno della pianta, a detta di molti esperti sembra come fossero stati inseriti in un micro onde.

Per chi volesse ci sono molte informazioni in rete per approfondire il tema, questo argomento ha sempre suscitato un grande dibattito tra l’opinione pubblica, per molti rimane impossibile che una civiltà si presenti a noi inviandoci questi messaggi, io invece trovo impossibile che due anziani nel passato abbiano realizzato cerchi di centinai di metri di diametro con una precisione imbarazzante nel buio, con due torce e con una tavoletta e uno spago. Questo cerchio sotto è stato chiamato “Maria” ed è composto in sei spirali Auree e di 408 cerchi complessivi.

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Written by Luca Zampi

Appassionato da sempre dalle antiche civiltà del nostro passato, oggi in cerca di prove su una possibile origine comune, una civiltà globale che ha lasciato traccia di sé attraverso costruzioni megalitiche, reperti antichi con le stesse lavorazioni dei materiali, miti e leggende varie. Una visione alternativa della nostra storia attraverso l'analisi dei fatti , documenti e comparazioni fotografiche in grado di far luce ai tanti tabù e misteri che circondano queste antiche civiltà sparse per il mondo.

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