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Un rituale di gruppo lungo 10000 anni.

Il sito megalitico di Gobekli tepe come abbiamo letto svariate volte è stato definito l’ombelico del mondo per le sue molteplici similitudini con i più diversi siti archeologici sparsi in tutto il mondo, anche in luoghi lontanissimi come l’Isola di Pasqua nell’oceano Pacifico, dove da sola conta decine di parallelismi incredibili già visti in passato. Quel che ho scoperto di nuovo è forse un dei più significativi esempi di un culto tramandato per moltissimi millenni, arrivato fino ad un piccolo villaggio nel lontanissimo Perù.

Ricordo che Göbekli Tepe ad oggi è il sito archeologico con la presenza di una civiltà evoluta più antico al mondo, situato a circa 18 km a Nord-Est dalla città di Sanliurfa, nell’odierna Turchia. La sua datazione è confermata definitivamente circa nel 11600 a.C., grazie a svariati test dall’esame al C-14 eseguito sullo stucco organico che ricopre ancora oggi grandi porzioni del muro di cinta interno. Ecco perché viene considerato un punto di partenza dove le successive civiltà hanno portato con sé il loro bagagli artistico e culturale, fosse solo per un banale ragionamento cronologico, come proverò a seguire in qualche esempio prima di arrivare al pezzo forte.

La prima foto l’ho realizzata poco tempo fa, quando vidi una placca d’avorio con tre vipere incise, cosa già sospetta nel territorio siberiano, trovata in un antico insediamento della Siberia chiamato Ma’lta, in tutto e per tutto come la serie delle tre vipere scolpite in uno dei tanti pilastri a T di Gobekli Tepe. Penso sia inutile sottolineare niente, la foto parla da sola.

Pilastro a T di Gobekli Tepe, Turchia e placca d’avorio trovata a Ma’ta, Siberia.

Il fatto sorprende è che la datazione della placca d’avorio forse è ancor più antica dell’insediamento di Gobekli Tepe, si parlava all’inizio di 18000 mila anni a.C., ma le ultime analisi al C-14 hanno stabilito che l’antico insediamento del Paleolitico siberiano è stato abitato intorno al 14000 a.C., quindi chissà, magari la prima civilizzazione è partita proprio da qua.

Nella foto a sinistra ci sono un pilastro a “T” di Gobekli Tepe, e accanto c’è un Taulos, che stava a significare “tavola”, un altro esempio di pilastro a “T” situato a Torralba, in un piccolo centro megalitico presente nell’isola di Minorca, una delle tre Baleari, e qui la somiglianza non sta solo nel pilastro stesso, ma in tutto il sito archeologico che è in tutto e per tutto uguale ai circoli della Turchia, la sola differenza è la datazione, che nel sito di Minorca è compresa entro il 3000 a.C., una differenza abissale di almeno 8000 anni.

L’esempio accanto sono gli anelli di pietra di Men-an-Tol nel Corwall, Inghilterra, vicino la città di Penzance, e ovviamente uno degli anelli di pietra di Gobekli Tepe. La datazione dell’inglese è incerta, ma dovremmo essere sempre intorno al terzo millennio a.C., fatto sta che lo scopo molto probabilmente era lo stesso ed era legato all’astronomia o a qualche culto legato sempre al cosmo.

Con i prossimi esempi vediamo come le figure e i simboli di Gobekli Tepe siano stati tramandati per millenni, variando di poco tra una cultura e l’altra, e mantenendo il suo valore simbolico e spirituale. La famosa “H” è uno di questi simboli trovati in ogni parte del mondo.

Ovviamente partendo da sinistra c’è l’H di Gobekli Tepe, al centro una stele Maya del 400 d.C. proveniente da Oaxaca, Messico, e a destra un coperchio di un antica tomba in Giappone del secondo millennio a.C., e come si può vedere sempre la stessa “H” ben delineata e riconoscibile.

Il prossimo, incredibile, viene dal Mali, e qui c’è da fare qualche osservazione in più. Intanto specifichiamo meglio che questa testa scolpita non viene direttamente Gobekli Tepe, ma da Nevali Cori, un altro piccolo insediamento a pochi chilometri di distanza e datato circa tra il 9000 e 10000 a.C., ma è stato stabilito che si tratta della stessa civiltà che ha creato i stessi circoli di pietra di Gobekli.

Statua di terracotta dal Mali e testa scolpita di Nevali Cori.

Come sempre sono i dettagli a far la differenza, e non la semplice somiglianza. Qui abbiamo due Teste speculari: stessa proporzione nell’insieme, stesse orecchie a coppiglia e la stessa vipera sulla testa che ritroviamo anche in molte altre occasioni. Sotto la foto intera del reperto del Mali, che guarda caso è un gigante che tiene come bambini quattro uomini, curioso no?

Credit Photo www.artgallery.yale.edu

Abbiamo visto come diverse civiltà lontanissime da Gobekli Tepe ,sia fisicamente, sia temporalmente, sembrano aver mantenuto a turno una caratteristica che oggi grazie agli scavi recenti possiamo scoprire nel sito turco, quindi è lecito pensare che quel sito di culto sia stato un punto di partenza dove le successive civiltà sono partite, e non ci sarebbe nemmeno niente di strano, siamo ancora nello stesso continente ed era ovvia e logica un espansione e una presa del territorio, ma in Perù, o nell’ Isola di Pasqua, ma come ci sono arrivati? Ma non erano cacciatori raccoglitori? Intanto vediamo un esempio di come ritroviamo gli stessi animali e nelle stesse identiche pose arrivando proprio in Perù, felino su di un pilastro a T di Gobekli, e un felino su di un megalite di Cusco.

La prossima è quel che reputo la prova del nove, una comparazione che comprende come al solito vari dettagli in quel che non è una sola somiglianza visiva. Questa ciotola realizzata in calcare nella parte alta della foto proviene sempre da Nevali Core, è datata anch’essa intorno al 9600 a.C., e come vedremo nel dettaglio ripropone esattamente la stessa scena in rilievo su di un muro della città di Caral, parte bassa del collage sotto.

Ciotola di calcare Nevali Core, rilievo edificio Las Cornisas.

Questa non è una danza tribale, questo è un vero rito con spiriti e offerte nella medesima rappresentazione in movimento. Le figure nella parte bassa provengono dall’edificio di Las Cornisas, nel distretto di Vichana, città di Caral, Peru, datata dal 3000 al 1800 a.C. Nel complesso sembra una danza tradizionale, ma se andiamo a vedere nel dettaglio i personaggi si comprende che sono degli spiriti, o forze sovrannaturali, in ambe due i casi. Vediamo nel dettaglio alcuni spezzoni delle figure di Caral, il rilievo girano in tondo, ci sono anche queste figure.

Nella foto precedente c’era una figura che volava capovolta, sopra a sinistra l’omino si tiene da solo la testa staccata, della foto di destra penso non serve commentare oltre quel che l’immagine già mostra con estrema semplicità, due spiritelli che festeggiano, ed è nell’ultima foto che secondo me si comprende ancora meglio il messaggio o la scena che si voleva descrivere. Accanto ad uno di questi spiriti c’è lo stesso animale capovolto, un pesce a testa in giù che nel complesso, ancora una volta, ci dimostra che la fonte della nostra civiltà era una sola. Eravamo, e sempre saremo, una sola e grande civiltà, le divisioni le abbiamo solo nella nostra testa. Ecco il pesce sotto, namasté.

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Written by Luca Zampi

Appassionato da sempre dalle antiche civiltà del nostro passato, oggi in cerca di prove su una possibile origine comune, una civiltà globale che ha lasciato traccia di sé attraverso costruzioni megalitiche, reperti antichi con le stesse lavorazioni dei materiali, miti e leggende varie. Una visione alternativa della nostra storia attraverso l'analisi dei fatti , documenti e comparazioni fotografiche in grado di far luce ai tanti tabù e misteri che circondano queste antiche civiltà sparse per il mondo.

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