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Una barbara usanza: i fuochi d’artificio

I media di regime non passano giorno a catechizzarci su cosa è giusto e cosa non è giusto fare. Ci dicono come dobbiamo o non dobbiamo avvicinarci a chi stiamo parlando, ci ricordano che dobbiamo limitare i nostri incontri sociali, ci intimano di rimanere chiusi in casa, di indossare sempre la mascherina, di non cenare con parenti e amici, quanto possiamo allontanarci da casa, quante volte possiamo andare a fare la spesa e via elencando i divieti. Ma mai e poi mai una parola contro la più barbara delle usanze ancora in vigore: i fuochi d’artificio ed i loro fratelli minori, i botti. Ossia petardi e tutte le sue varianti.

Senza andare ad analizzare le motivazioni per cui a certe persone i fuochi d’artificio possono piacere: un’emozione intensa dovuta a luci e rumore, dobbiamo andare doverosamente a verificare i danni che tale attività comporta.

I primi soggetti ad esserne vittima sono i cani. Fedele amico dell’uomo, come noto, hanno un udito che permette di auscultare frequenze non udibili dagli umani. Pertanto il rumore di questi trastullamenti per adulti procurano ai cani sofferenza all’udito e un forte fastidio al cervello. E per istinto i cani cercano di fuggire, sperando così di allontanarsi dalla fonte del rumore insopportabile.

Quindi abbiamo i gatti. Compagni di giochi dei bambini e delle lunghe giornate di solitudine di molti anziani. Il gatto ha, anch’esso, un udito particolarmente sviluppato. E anch’esso soffre all’udire gli inusitati scoppi provocati per momentanei piaceri di pochi umani.

Nei due casi precedenti abbiamo anche epiloghi tragici. I gatti, randagi o domestici, non sanno dove nascondersi e fuggono all’impazzata ed a volte incappano in gravi incidenti, come i cani sfuggiti alle cure dei loro “padroni”, e finiscono sotto automobili di passaggio. Non solo rimettendoci la vita ma procurando immenso dolore a chi viveva con loro ed a volte avendo solamente loro come essere vivente a cui dare o riceve affetto.

I cani ed i gatti sono terrorizzati dai fuochi d’artificio

Infine abbiamo i volatili. Questi ormai abitano a migliaia le nostre città. Certo, gli escrementi di piccioni e storni non sono un gradevole dono di Madre Natura, ma non possiamo pensare che e nostre impegnatissime autorità locali si preoccupino di limitare la loro proliferazione, come avviene in Francia, Germania etc. Ma che ci piaccia o meno, piccioni e storni abitano sui tetti delle nostre case e a migliaia assistono impotenti ad eventi quali: ferragosto, capodanno, festa patronale, compleanni dispendiosi e via elencando. Non manca mai occasione per uno “spettacolo pirotecnico”. Ma ai nostri piccioni e storni cosa accade? Innanzitutto dobbiamo pensare che gli uccelli hanno l’occhio differente dal nostro e non vedono a colori ma (pare) in nero e rosso. E la parte colorata è data solamente dalla luce, una luce abbastanza intensa. In effetti la sera all’imbrunire passerotti e rondini, storni e piccioni si ritirano nei loro nidi attendendo l’alba successiva. Quindi di notte gli uccelli sono come ciechi. E non potendo correre, in quanto non nella loro natura, e non potendo volare, essendo la notte con la luce artificiale delle città per loro come buia, all’improvviso apparire di enormi scoppi che smuovono l’aria come un terremoto, luci improvvise e violentissime, i nostri volatiti entrano in panico. Taluni irrigidiscono i muscoli delle gambe e sparano che la tempesta passi presto. Altri, colti da un panico incontrollabile si alzano in volo per cercare di allontanarsi da quell’inferno. Ma essendo per loro buio pesto a volte vanno a schiantarsi contro edifici e crollando al suolo con triste epilogo. Ma vi è la questione più importante. I volatili non sono predisposti a reggere lo stress per più di alcuni minuti. Il loro cuore non è adatto ad accelerare, in quanto è già sovraeccitato per reggere lo sforzo del volo. Ed ecco che migliaia di uccelli che cercano la via di fuga dopo alcune decine di metri di volo stramazzano al suolo colpiti da infarto fulminante. Ed ogni volta è una strage.

Questa mattina sui quotidiani on-line abbiamo letto il solito bollettino di guerra del post capodanno: feriti e mutilati ed anche un morto. Ma quest’anno vi è anche, su un notissimo quotidiano, una fotografia di una via di Roma che è divenuta un tappeto di morte per gli storni.

Strage dei tordi a Roma nella notte di capodanno

L’idiosincrasia di una classe dirigente che ci impedisce di utilizzare le bottiglie di plastica in quanto in Cina finiscono nei fiumi, che vogliono farci utilizzare automobili elettriche per inquinare meno, che predispongono miliardi di euro per uno sviluppo “sostenibile” e poi nel 2021 permette che vengano veduti ed utilizzati questi residui storici del piacere dato dalla classe dominante al popolo semischiavo, è assolutamente ignobile. Che poi basterebbe che le Forze dell’Ordine applicassero le normative del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) e di fuochi d’artificio, petardi e simili in Italia ne esploderebbero ben pochi.

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Happy New Year with..culture in cartoons.

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